Mercoledi 07 giugno ore 21:30

Dell’abbandono
(Ernesto rimane)

Restituzione pubblica del laboratorio principianti del TRA

Ma la sapete la storia di Pollicino? Ce ne sono mille versioni. C’è quella in cui si mette i sassolini, in tasca, per tornare a casa, e lui e i fratelli tornano, e vissero tutti felici e contenti. E c’è quella in cui usa le briciole di pane, ma gli uccelli le mangiano, e loro restano perduti nel bosco, tutti quanti, e poi devono scappare dall’orco brigante che li cattura, ma Pollicino riesce a rubargli gli stivali delle sette leghe e diventa cavaliere del re. La mia preferita però, è quella in cui Pollicino e i suoi fratelli e le sue sorelle restano nel bosco, felici della loro indipendenza. E poi, son figli di boscaioli: ci sapranno stare, in un bosco, no? Nella mia versione preferita, l’abbandono diventa un’opportunità.

Abbiamo ripreso le nostre attività ad ottobre dell’anno scorso e ci siamo dedicati al al tema dell’abbandono. Abbiamo studiato e provato diversi punti di vista, narrative, saggi, poesie, testi teatrali e testimonianze. Il risultato è un compendio di storie di abbandono che si intrecceranno e prendono vita negli spazi del TRA. Volevamo con questo lavoro indagare che cos’e e come ci si sente in una situazione analoga allo spazio in cui svolgiamo le nostre attività e cosa significa prendersene cura.
Testi di: Milan Kundera, Edward Albee, Szymborska, Jon Fosse, G. Testori, M. Crimp, M. Ravenhill, A. Resnais, S. Verga, etc.

Con:
Valentina Giuntini
Marica Belmonte
Debora Marazzato
Francesca Giuntini
Silvia Gasparri
Massimiliano Piagentini
Paolo Cantoresi
Carolina di Borgogna
Giulia Rametta
Claudia Nastasi
Michele de Cesare
Marco Valtriani
Monica Schipani
Giacomo Rotili
Laura Vescio

Conduzione laboratorio e Regia: Daniela Scarpari
Drammaturgia finale: O. Deefus

venerdì 9 giugno ore 21:30

Il mistero della carovana senza cavalli

 

Tre storie vengono narrate e si incontrano su uno schermo. Tre storie unite da un filo conduttore, il viaggio più importante della nostra vita: il ritorno verso casa. Saranno le sagome, le proiezioni, i giochi di colore e la mimica a farci viaggiare in un mondo magico e fantastico dove lo spazio bidimensionale gioca con le prospettive, la musica dal vivo del pianoforte, e la parola alla quale è affidato il compito di raccontare ed ampliare con ulteriori suggestioni quello che stiamo vedendo.

Teatro d’ombre, marionette, proiezioni, mimica, pittura e lanterne magiche, tutto questo si muove e trova spazio all’interno dello spettacolo Il mistero della carovana senza cavalli uno spettacolo decisamente sperimentale che nasce dall’incontro, su una superficie bianca, di giochi cromatici , disegni ed ombre con la parola e la musica. La completa fusione di questi elementi crea un’ambientazione che porta lo spettatore indietro nel tempo, che è quello del pre-cinema, dei cantastorie lanternieri e dell’antica tradizione popolare dei teatri d’ombre orientali – primo fra tutti il teatro javanese ma anche del karagoz turco o dell’ utushi-e di origine giapponese.

Gli spettatori saranno così portati , fra suggestivi paesaggi, in una minuscola osteria dove potranno riassaporare il significato e valore profondo dell’incontro con l’Amico  e da lì potranno  viaggiare , con una carovana senza cavalli verso una misteriosa conchiglia che li catapulterà in uno spazio nuovo e ricco di significati, dopo aver superato il silenzio e le credenze, le paure e le superstizioni

Tutto questo avviene in modo leggero, mediante il sovrapporsi di suggestioni diverse figlie di tempi e di modi di parlare diversi. Un viaggio quindi straordinario, dove si potrà  incontrare  animali fantastici, come l’elefante che crea la pioggia o personaggi immaginari come l’eremita o il governatore di Hum , la città più piccola del mondo.

Lo spettacolo prende vita dalla pagine de La carovana senza cavalli ed altre storie una graphic- novel di Giacomo Roberto, ed è realizzato dallo stesso Giacomo Roberto con l’assistenza di Manola Alberighi e Rugiada Roberto. Musiche di Simone Maggio, voce recitante Manola Alberighi.

Gli spettatori saranno così portati , fra suggestivi paesaggi, in una minuscola osteria dove potranno riassaporare il significato e valore profondo dell’incontro con l’Amico e da lì potranno viaggiare , con una carovana senza cavalli verso una misteriosa conchiglia che li catapulterà in uno spazio nuovo e ricco di significati, dopo aver superato il silenzio e le credenze, le paure e le superstizioni

Tutto questo avviene in modo leggero, mediante il sovrapporsi di suggestioni diverse figlie di tmepi e di modi di parlare diversi Un viaggio quindi straordinario, dove si potrà incontrare animali fantastici, come l’elefante che crea la pioggia o personaggi immaginari come l’eremita o il governatore di Hum , la città più piccola del mondo.

Lo spettacolo prende vita dalla pagine de “La carovana senza cavalli ed altre storie” una graphic- novel di Giacomo Roberto ed è realizzato dallo stesso Giacomo Roberto con l’assistenza di Manola Alberighi e Rugiada Roberto. Musiche di Simone Maggio, voce recitante Manola Alberighi

sabato 10 giugno ore 21:30

MARQUEZ

live solo

Andrea Comandini in concerto

 

A quattro anni di distanza dall’ultimo disco, l’11 aprile viene pubblicata in una speciale edizione limitata e nei digital store “Lo Stato Delle Cose”, un lavoro autoprodotto sulle colline di Cesena.

“Da dove bisogna partire?“
Da qui, da un’urgenza espressiva e compositiva che stringe come un pugno allo stomaco, nasce il nuovo disco di Marquez, moniker con espliciti riferimenti letterari dietro cui si cela il progetto di Andrea Comandini, voce intensa della scena indipendente romagnola. Produttore, compositore e polistrumentista, prima negli anni ’90 con gli MWB (di cui si ricorda in particolare il disco del 1998 Zobia blu, prodotto da Omar Pedrini), e poi dal 2004 completamente calato nel progetto Marquez, con cui Comandini, seppur schivo dal punto di vista mediatico, si fa conoscere e apprezzare dalla critica di settore, pubblicando tre album (L’incredibile storia del malinteso tra il Dottor Poto e la Banda dell’acqua minerale, Il rumore migliore e Figlio del Diavolo) e un EP (L’anno del toro).

Breve BIO
Andrea Comandini ha lavorato con “Aidoru”, “Lova”, “Pulsar”.
Nel 1997 rappresentano l’Emilia Romagna ad Arezzo Wave, nello stesso anno lavorano insieme ad Ivan Graziani, dal lavoro svolto si decide dunque di pubblicare solamente un ep “Abbi pietà”.
Nel 1999 si crea il contatto con Sonica e il gruppo incomincia a lavorare insieme a Gianni Maroccolo per la realizzazione del secondo album. Contemporaneamente Andrea incomincia a collaborare in qualità di musicista e sound designer con la compagnia teatrale Motus e con la quale partecipa ad importanti festival internazionali. Tra il 2010 e il 2011 Andrea produce ed è coautore di alcuni brani di “Blu”, album d’esordio di Andrea Cola e “Tierkreis” di Karlheinz Stockhausen interpretato dagli Aidoru. Insieme ai Julie’s Haircut, che segue dal vivo per tutto il tour di “Our secret ceremony” registra il 7’’ “Julie’s Haircut play Jodorowsky e Rota”.

“Da dove bisogna partire?”
Dal punto più drammatico della messa in scena, quando tutti si aspettano che la sceneggiatura abbia uno slancio risolutore verso i tre/quarti della sua durata e invece non succede niente, si può solo guardare sempre più a fondo, fino a scavare dentro a ogni singolo dettaglio del quadro, fino a che se ne riescono a sentire gli odori e non si può che diventarne parte”.

Per info: teatrorossiaperto@gmail.com

Web site: www.marquezonline.com

Facebook: www.facebook.com/marquezonline

19, 20 e 21 giugno – 14-18

Laboratorio di conquista

a partire dalle Liriche d’amore di B. Brecht

condotto da Giuseppe Isgrò e Dario Muratore

La compagnia Phoebe Zeitgeist da due anni è impegnata nell’indagine delle poetiche e dei temi presenti nelle opere giovanili del grande autore tedesco; in questo laboratorio si propone di scandagliare le situazioni e i temi in particolare delle Lettere d’amore, piuttosto che delle drammaturgie, con l’obiettivo di offrire ai partecipanti degli squarci di analisi e delle occasioni di attraversamento dei testi e delle situazioni in essi rintracciate.
Quello che interessa è dipanare i nodi che rendono Brecht e le sue visioni ancora vivido e fertile nel nostro presente. Il furore creativo e distruttivo del giovane artista antisociale che sovverte le regole istituite fino a farsi assassino e cadavere. La furia antiborghese, incapace di mediazioni, ostile a ogni sollievo o pacificazione, dell’artista che agisce fuori dalla convenienza e dalle restrizioni etico comportamentali dettate dal senso comune.

Il percorso, condotto dal regista e da uno degli attori del gruppo Phoebe Zeitgeist, si propone di sviluppare un lavoro serrato sul ritmo, le relazioni e la parola.

Dagli elementi prescelti dei testi che si affronteranno o si creeranno, si vuole fare confluire e incontrare, in una sorta di laboratorio di concetto, le resilienze della lingua parlata (sia essa slang o residuato dialettale), la lingua poetica ed evocativa e la più generale consapevolezza che la parola non possa esaurirsi in una circostanza certa o nell’unità di senso.

La volontà più diretta di questo laboratorio di ricerca è quella di portare il linguaggio fuori da un discorso univoco e rassicurante di narrazione e naturalità, per esplorare un luogo ritenuto più capace di verità e di senso, quello dello straniamento e dell’alterazione, in cui ognuno deve condursi in autonomia, armato solo di sé, ridiscutendo di continuo la propria posizione e i propri valori. La ricerca sviluppata con il gruppo ribadirà in ogni sua parte l’esercizio di questo straniamento, nonché la convinzione che il linguaggio non sia mai innocuo, neutro, esclusivamente presente.

Il laboratorio non vuole essere prettamente didattico ma fornire ai partecipanti la possibilità di sperimentarsi, confrontarsi, incontrarsi: uscire da sé per ritrovarsi in un altrove – oltre il limite imposto dal quotidiano.

Si condurrà il gruppo alla creazione di un oggetto performativo che sarà mostrato davanti a un pubblico.

Gli incontri si suddivideranno in diverse fasi e tipologie di lavoro:

  • lavoro fisico vocale (training ed esercizi)
  • lavoro sul testo (analisi, eventuale traduzione, adattamento, riscrittura)
  • improvvisazione (circonferenza situazionale, lavoro sui climi, le atmosfere, le relazioni)
  • lavoro sulla parola (ritmo, qualità, suono, plasticità e senso)
  • lavoro sulla relazione e sulla coralità
  • lavoro sul personaggio (ricerca del proprio “mostro” e composizione fisico vocale)
  • incontri con altri artisti, componenti o collaboratori della compagnia
  • costruzione di un lavoro performativo/teatrale

Il laboratorio è aperto a persone di entrambe i sessi (maggiori di 18 anni) e si compone di tre appuntamenti di 4 ore, lunedì, martedì e mercoledì, dalle 14 alle 18.

Il costo complessivo del laboratorio è fissato in 30 euro.

Partecipanti: min 8 – max 15 persone.

Per iscrizioni: teatrorossiaperto@gmail.com mettendo nell’oggetto [Laboratorio PZ] e inserendo nome, cognome, email e numero di telefono. Indicare anche esigenze specifiche (ad es. problemi di orario o impossibilità di versare più di un tot come quota).

L’iscrizione è obbligatoria e va comunicata entro sabato 17 giugno.

GIUSEPPE ISGRÒ (Milano, 1980)

Comincia le sue esperienze in scena ne La tempesta di Shakespeare regia Bruni – Frongia, di cui diventa assistente alla regia per lo spettacolo L’ignorante e il folle di Thomas Bernhard. Si laurea in Lettere Moderne con Cesare Lievi all’Università statale di Milano, con una tesi in Istituzioni di Regia, dal titolo “Tropfen auf heisse Steine. Le tematiche di Rainer Werner Fassbinder e la messinscena del Teatro dell’Elfo”. Nel 2005 fonda la compagnia teatrale Phoebe Zeitgeist, provenendo dall’omonimo gruppo post punk sperimentale. Debutta nel giugno del 2008 al Teatro dell’Elfo con lo spettacolo Line, il tempo di Agota Kristof. Nello stesso anno intraprende un lavoro di ricerca sulla drammaturgia di Copi che culmina nella realizzazione di due spettacoli, Le quattro gemelle e Loretta Strong. Nel 2010, da uno studio sul lavoro di J.G.Ballard giunge alla realizzazione dello spettacolo Note per un collasso mentale, del quale cura la regia, la drammaturgia, la scena e i costumi. Nel 2012 è regista dello spettacolo La giornata di una sognatrice di Copi, che debutta al Teatro Out Off di Milano. Sempre nello stesso anno è autore delle performance e della video installazione Phoebe Zeitgeist appare a Milano, ispirata dall’opera Sangue sul collo del gatto di Rainer Werner Fassbinder in collaborazione con Fondazione Mudima e Goethe Institute Mailand. Nel 2012 inizia la collaborazione col Teatro Garibaldi Aperto di Palermo, debuttando nel settembre 2013 con la coproduzione e la regia di Preghiera. Un atto osceno scritto e interpretato da Margherita Ortolani. Nel 2014 debutta al Teatro Elfo Puccini con American Blues di Tenessee Williams. Scrive e dirige lo spettacolo Adulto, tratto dai testi finali di Elsa Morante, Dario Bellezza e Pier Paolo Pasolini, è selezionato da Altofest (Napoli) in anteprima, e debutta al Teatro della Contraddizione a Milano ad ottobre 2014 (lo spettacolo replica ancora oggi in diversi teatri italiani). Nell’aprile del 2015 debutta al Teatro Bolognini di Pistoia con la regia dello spettacolo Kamikaze Number Five di Giuseppe Massa. Nel dicembre 2014 vince il premio della giuria giovani al Festival internazionale di regia “Fantasio”di Trento. Nel 2015 presenta in coproduzione con il Teatro Franco Parenti di Milano, in forma di primo studio, il BAAL di Bertolt Brecht. Il suo lavoro su Copi è stato oggetto di due tesi di laurea (Dams di Bologna, Università Statale di Pavia). E’ intervenuto come relatore presso l’Università Statale di Milano, Fabbrica del Vapore di Milano, NABA (Nuova Accademia delle Belle Arti); è stato per due anni docente di music and performing art presso CPM, Milano.

DARIO MURATORE (Palermo 1986)

Inizia il suo percorso teatrale all’interno della Scuola Sperimentale Liberiteatri di Palermo. Successivamente prosegue i suoi studi incontrando diversi attori e registi tra i quali Eugenio Barba e Julia Varley, Danio Manfredini, Valerio Binasco, Massimiliano Civica, Motus, Vincenzo Pirrotta, Elio Germano. Nel 2005 fonda insieme ad altri quattro giovani attori la Compagnia Quartiatri producendo e distribuendo spettacoli come …dove le stesse mani (autore e attore), Buonanotte (autore e regista), vincitore del Premio Felicia Impastato, e Krisiskin (attore) vincitore al Napoli Fringe Festival.

Nel 2011 si laurea in Scienze e Tecnologie dello Spettacolo all’Università degli Studi di Palermo.

Nel suo percorso attraversa anche esperienze formative e lavorative con danzatori come Alessandra Luberti, Giuseppe Muscarello e all’interno del lavoro come mimo in opere liriche con il coreografo Ron Howellnell’opera L’Oro del Reno e Valchiria dirette da Graham Vick o con Manuela Lo Sicco e Sandro Maria Campagna (maestro d’armi) per la Carmen diretta da Emma Dante per il Teatro alla Scala di Milano.

Nel 2011 è tra gli attori di Educazione Fisica di Sabino Civilleri e Manuela Lo Sicco, prodotto dal CRT di Milano. Nel 2012 partecipa allo spettacolo Sanguecon ilcoreografo Giuseppe Muscarello. Nel 2013 lavora come attore a Radio Belice non trasmette di Giacomo Guarneri, vincitore del Premio Etica in Atto. Nel 2014 si trasferisce a Milano e inizia un percorso di ricerca con il regista Giuseppe Isgrò e la compagni Phoebe Zeitgeist che porta alla realizzazione dello spettacolo Adulto, tratto dai testi finali di Elsa Morante, Dario Bellezza e Pier Paolo Pasolini, selezionato da Altofest (Napoli) in anteprima e debuttato al Teatro della Contraddizione di Milano a ottobre 2014 – lo spettacolo replica ancora oggi in diversi teatri italiani. Nel 2015 è tra gli attori del BAAL di Bertolt Brecht di Phoebe Zeitgeist.

www.pzteatro.org

 

giovedì 22 giugno ore 21:30

Malagrazia

Phoebe Zeitgeist

secondo approdo

“La grazia per voi, e ne avete dato prove sanguinose, può consistere soltanto nella pratica comune dell’iniquità individuale.”
Pierre Klossowski

“Isola, isole: un convoglio
di topi all’orizzonte
nell’occhio della notte.”
Basilio Reale

La grazia che santifica, la grazia che libera, la grazia che uccide.  Il grande disegno, l’elevazione di sé al di sopra di sé, la fuga dell’uomo dal corpo che per realizzarsi ha bisogno del sangue degli ultimi, dei reietti, dei topi.
Due fratellini orfani alle prese con le paure dell’ infanzia, il desiderio di diventare grandi e la solitudine del volo; si inventeranno mondi passati e presenti, alle prese con pestilenze immaginarie e  doveri di stato, fino alla ricerca ultima delle loro origini. In un territorio sospeso, animato da presenze affilate e pericolose,  attraversando situazioni cangianti e identità impossibili e dolorose, ciò che resta a queste creature isolate per andare avanti, non è altro che il desiderio di un’identità che plachi le eterne tensioni fra l’alto e il basso, fra il superno e l’infimo. Fino alle tragiche istanze finali.
L’oblio delle scelte fatali. Questo è il luogo dove si sviluppa malagrazia, il nuovo lavoro di Phoebe Zeitgeist che mette in scena la vertigine emotiva di un’umanità dilaniata dalla paura di restare sola con sé stessa.

Il processo attraverso il quale malagrazia giunge alla sua versione definitiva, si sviluppa a tappe – Isole, attraversando, per circa un anno, diversi luoghi che ne segnano l’evoluzione e ne nutrono la poetica e l’estetica. Ogni luogo attraversato è sperimentato come un’Isola della ricerca o un Approdo dell’andare in scena.

Malagrazia aprirà la stagione 2017/2018 del teatro Franco Parenti di Milano.

ideazione e regia Giuseppe Isgrò
drammaturgia Michelangelo Zeno
con  Giuseppe Isgrò e Dario Muratore
architettura del suono Stefano De Ponti
immagine Francesca Frigoli
cura del progetto Francesca Marianna Consonni

uno spettacolo di Phoebe Zeitgeist
in co-produzione con
Piccolo Teatro Patafisico, Palermo
in collaborazione con Teatro Civico 14, Caserta / Teatro Rossi Aperto, Pisa / AltoFest, Napoli

www.pzteatro.org

Laboratorio cinema “Jam session Cinematografica”

Da marzo a maggio a partire dal 15 marzo 2017 ogni mercoledì alle 21:30.
Il laboratorio è totalmente gratuito e aperto a tutti quelli che vorranno partecipare a seguito di una selezione da parte degli stessi organizzatori.
Non è necessaria comunicazione per prendere parte alle serate, è possibile presentarsi il mercoledì stesso e partecipare solo a uno o più incontri a scelta.

Jam session cinemaL’idea

Il laboratorio nasce dalla volontà di sperimentare e di vivere insieme il set creando un ambiente di condivisione delle idee e dei punti di vista attraverso il mezzo di espressionecinematografico. Nei nostri anni di realizzazione video abbiamo notato tra la gente un sempre crescente interesse per la nostra attività, per molti un modo costruttivo per passare una serata, per altri un’importante occasione per mettere alla prova se stessi ed aprire canali emozionali ancora da sviluppare, per altri ancora un primo passo o la continuazione di un percorso professionale.

Che cosa faremo

È proprio da questa consapevolezza e dall’infinita voglia di fare comunità che trae forza il progetto e trova la sua ragione d’essere. Con la ”Jam session Cinematografica” si sperimenta la macchina da presa, le luci di scena, gli strumenti di ripresa audio come ricercatori liberi per percorrere strade nuove e fuori dagli schemi convenzionali senza perdere mai il riferimento al lavoro dei grandi registi del passato e del presente.

Ogni incontro è pensato come un evento a se stante non direttamente legato ai precedenti in cui sotto le linee guida del regista e la supervisione dell’organizzatore s’interpreta una sceneggiatura. La terza figura di riferimento presente sul set è l’operatore, che cura l’aspetto fotografico sia nella disposizione delle luci che nella selezione delle ottiche, la corretta esecuzione dei movimenti di macchina, impostazioni della camera e regolazione del fuoco.

Chi partecipa ha quindi l’opportunità di entrare in gioco nel fare cinema passando da passivo spettatore ad anello della catena produttiva. In una successiva fase verranno affrontate anche le basi del montaggio attraverso la visione e il commento dei lavori finiti.

A chi si rivolge

Gli incontri sono rivolti ai giovani provvisti o privi di formazione nel settore e anche a persone in età più avanzata e di varia estrazione. Il laboratorio ha come obiettivo secondario la formazione base di professionalità nel settore dell’audiovisivo per promuovere una crescita economica-culturale dell’ambiente cinematografico pisano.

Aspetti tecnici e contenuti

Gli argomenti trattati saranno:

  • Direzione degli attori
  • Recitazione cinematografica per ruoli principali, secondari, figurazioni e comparse
  • Impostazione camera e suo utilizzo
  • Illuminazione del set
  • Presa diretta audio
  • Organizzazione del set
  • Redazione del bollettino di edizione.

Il laboratorio è organizzato da Stefano Vannelli e Adriano Vannelli, impegnati regolarmente nella realizzazione di cortometraggi e documentari indipendenti con la società di produzione “Otto e mezzo film”.

Oltre a Stefano Vannelli che parteciperà in veste di regista e Adriano Vannelli, organizzatore, sarà presente agli incontri anche l’operatore Aurelio Zarbo che ne curerà l’aspetto fotografico. “Otto e mezzo film” ha prodotto ad oggi i documentari “Una vita per il gioco” (2014) che tratta il gioco del ponte di Pisa attraverso il racconto della squadra del San Michele e “dottorcosta: emozioni a bordo pista” (2016) che analizza l’approccio medico e filosofico del dottor Claudio Marcello Costa, il dottore dei piloti di motociclismo.

Accanto a questi due lavori si trovano i corti “Vuoto a perdere” (2014) che denuncia l’orribile realtà della violenza sulle donne e “E-team 2015” (2015),  spot di presentazione realizzato per la squadra corse E-team dell’Università di Pisa, corso di Ingegneria Meccanica.

I Laboratori di Teatro all’interno degli spazi del TRA riprendono le attività.

Oltre al Laboratorio permanente del TRA, che ormai è al  suo terzo anno di vita e porterà sul battello in Arno ‘Tre uomini in barca’, il laboratorio per principianti terminerà i suoi incontri con la restituzione pubblica il prossimo 7 giugno.

LABORATORIO  PERMANENTE – ogni giovedì dalle 19 alle 23 (circa)

Dopo il successo di “Tracce lungo lo Spoon River” adattamento del testo di E.L. Master, replicato più volte negli spazi del TRA e presentato sia al SenzaFilo del Cantiere San Bernardo che alla rassegna teatrale “Urban Dioniso” a Sava, in Puglia, i ragazzi del lab permanente iniziano una nuova ricerca, questa volta sul Brasile, in particolare nella Copacabana degli anni 60, immergendosi nell’opera “Abito da Sposa”, del drammaturgo brasiliano Nelson Rodrigues.

Un testo che ha sconvolto la drammaturgia moderna brasiliana, Rodrigues è stato, a partire dagli anni immediatamente precedenti la Seconda guerra mondiale, oltre che uno dei cronisti più vivaci e spietati di Rio de Janeiro, un prosatore acuto e amaro della società di cui faceva parte, quella carioca.

Soprattutto, è stato il primo grande classico della drammaturgia contemporanea brasiliana, e

Abito da sposa è considerato il testo spartiacque del teatro brasiliano.

“Il testo riflette la realtà e allo stesso tempo riesce ad andare oltre, quella della dualità che divide l’animo umano: il sacro e il profano, il lato positivo e quello negativo, l’amore e l’odio, la vita e la morte, la realtà e l’illusione”  (Briana Zaki e Guilermo Pivari)

LABORATORIO PER PRINCIPIANTI – ogni mercoledì dalle 20:00  alle 22:30 (circa)

A giugno di quest’anno il laboratorio per principianti ha debuttato con Trattato Commestibile, un patchwork di testi che avevano come tema il cibo, nelle sue più svariate dimensioni.

A partire di mercoledi 11/10 riprendiamo le nostre attività, e questa volta ci dedichiamo al tema dell’abbandono. Studieremo diversi punti di vista, da narrative, saggi, poesie, testi teatrali e testimonianze. L’idea è costruire un compendio di storie di abbandono che si intrecceranno e prenderanno vita negli spazi del TRA. Vogliamo con questo lavoro indagare che cos’e e come ci si sente in una situazione analoga allo spazio in cui svolgiamo le nostre attività e cosa significa prendersene cura.

Per l’apertura primaverile del 2017, i due laboratori lavoreranno insieme per creare una performance/festa di inizio delle nostre attività, a partire della storia del Teatro Rossi Aperto, e di una ricerca approfondita sulle opere di la passate. Sceglieremo dei personaggi che hanno preso vita in quelli anni e ci perderemmo in città, per chissà, ritrovare insieme alla cittadinanza la strada di ritorno di quella che ormai è una casa aperta e accogliente.

I laboratori sono condotti da Daniela Scarpari, attrice.

Laureata in Comunicazione sociale e diplomata all’Accademia di Arti Drammatiche all’Università di Sao Paulo (Brasile). In Brasile ha lavorato con Cristiane Paoli Quito, Francisco Medeiros, Luis Alberto de Abreu e collaborato con il Grupo XIX de Teatro. Conta con più di 17 spettacoli come attrice, 2 premi di migliore attrice ai Festival di teatro di Florianopolis e Mappa culturale Paulista. Tra le esperienze di insegnamento di teatro, ha coordinato corsi di teatro presso progetti come:  Teatro nelle scuole, Teatro nelle comunità  realizzato all’interno di favelas di Sao Paulo; Improvvisazione teatrale, all’interno del progetto Università Solidale nelle comunità dell’Amazzonia brasiliana, Workshop di recitazione all’università di Brasilia, cosi come altri corsi in diverse città dello stato di Sao Paulo. Ha fatto la regia di “O rio, a colina e o casarao” progetto vincitore del Bando Proac per la regia 2015.

In Italia ha collaborato con  il Teatro dell’Argine e Cantieri Meticci.  Nel Settembre 2013  ha preso parte all’acclamato spettacolo Estrada do Sul del Grupo XIX de Teatro per le vie di Sao Paulo (Brasile). Nell’estate 2014 ha fatto parte della progettazione e ha interpretato lo spettacolo vincitore dal bando Proac/2013 dello Stato di Sao Paolo/Brasile “O Anjo da Historia” con la regia di Pietro Floridia (Cantieri Meticci/Teatro dell’Argine) in collaborazione con i gruppi Cascina Barà, Contraponto e Andaime di Teatro. Dal 2011 fa parte del Collettivo Cascina Barà con il quale ha fatto #tessuto. Fa parte del Collettivo Extratto con lo spettacolo “Il Cartografo”, progetto nato all’interno del TRA e a dicembre debutta a Teheran lo spettacolo “Padri, Madri e Figli” testo e regia dell’iraniano Arash Abbasi.

Dal 2013 ha avviato e coordinato il laboratorio teatrale permanente del Teatro Rossi Aperto, lavorando sulla messa in scena di Tracce lungo lo Spoon River, che dopo la presentazione di giugno ha replicato a ottobre al TRA, poi a novembre al Cantiere Sanbernardo in una versione “Senza Filo“, quindi a Sava (TA) al festival Urban Dioniso. E con il laboratorio per principianti “Trattato Commestibile”.