Geografia amorosa
residenza artistica
di Silvia Pasello

 

Dal 4 all’11 luglio Silvia Pasello sarà in residenza al Teatro Rossi Aperto per l’inizio di ricerca sul nuovo progetto Geografia amorosa che  nasce da un gruppo di lavoro tutto femminile costituito da Silvia Pasello, Silvia Rubes, Caterina Simonelli, Silvia Tufano, Maria Bacci Pasello.

Geografia Amorosa, Silvia Pasello Geografia amorosa
“…La mia nascita è quando dico un tu…”

Aldo Capitini, Colloquio Corale

 

 

 

 

La relazione si dà soltanto se si realizza l’ esistenza dell’altro.
Sulla nostalgia della relazione.
Sulla pratica della relazione.

Si tratta di iniziare una ricerca partendo da quelli che abbiamo chiamato Studi muti di parola.

A questo proposito abbiamo scelto alcuni brani del contrabassista Stefano Scodanibbio, tratti dall’album “Geografia amorosa”. Ci faranno da guida.

In questa prima parte si tratteranno alcune linee elementari della relazione.

Possiamo anche chiamarle attraversamenti. Linee spaziali, vocali, gestuali, linee di pensiero. Una geografia, appunto.

Il gruppo di lavoro è tutto femminile ed è costituito da: Silvia Pasello, Silvia Rubes, Caterina Simonelli, Silvia Tufano, Maria Bacci Pasello.

Tutte le donne che vedo qui, all’inizio, tacciono; dopo non so cosa succederà, ma cominciano col tacere, a lungo. Sono incrostate nella stanza, come inserite nei muri, nelle cose della stanza. Quando io sono in questa stanza ho la sensazione di non disturbare un certo ordine, come se la stanza stessa, insomma il luogo, non s’accorgesse che sono lì, che una donna è lì: lei ha già il suo posto. Parlo senza dubbio del silenzio dei luoghi….

Les lieux de Marguerite Duras

A PROPOSITO DI BELLEZZA

una segnalazione al governo

Cara socia,
Caro socio,

come avrai certamente saputo, da un paio di settimane e fino a fine maggio il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT) ha attivato la casella di posta bellezza@governo.it per segnalare i luoghi culturali che fanno comunità, identità, bellezza. Il governo ha stanziato 150 milioni di euro per il recupero di alcuni di questi luoghi.
Non siamo del tutto certi che a fare identità, comunità o bellezza siano di per sé i luoghi – lo sono la vita e i progetti e le pratiche che prendono i luoghi.
Non siamo affatto convinti che sia un bene fare così: gli interventi territoriali si fanno con gli enti territoriali, gli interventi culturali hanno bisogno di un piano organico e strutturato e non di macchie di leopardo, e di solito prima si fa il progetto e poi lo stanziamento.
Ma tant’è: lo strumento scelto dal governo è questo.
Noi crediamo che il Teatro Rossi sia un luogo meritevole e che il Teatro Rossi Aperto stia dimostrando di essere un progetto possibile. Tra il silenzio del Comune e le farraginosità istituzionali, tentiamo di smuovere le acque anche così.
Con tonnellate di prudenza e qualche scetticismo, ci farà piacere se vorrai segnalare il Teatro Rossi al MiBACT, con una breve email, magari includendo il sito www.teatrorossiaperto.it e la pagina di progetto che abbiamo costruito per raccontare quel che stiamo facendo.
Grazie, quale che sia la tua scelta
Teatro Rossi Aperto

E-mail tipo:

Spett.le MiBACT,
nel quadro della campagna lanciata dal governo sui luoghi belli ma meno noti d’Italia, vorrei segnalare il Teatro Rossi di Pisa, in Piazza Carrara. Il teatro fu il primo della città, edificato dal granduca Leopoldo e inaugurato nel 1771. È rimasto abbandonato dal 1966. Nel 1978 è passato dal Comune al Demanio. Dal 2012 se ne prende cura un’associazione, il Teatro Rossi Aperto, che senza mezzi e con pochissimo ascolto dalle istituzioni lo ha riattivato, restituendo al cuore di Pisa un grande teatro barocco che ospita moltissimi eventi (www.teatrorossiaperto.it) e intorno al quale si sono create piccole e grandi comunità.
L’edificio ha bisogno di moltissimi interventi (riscaldamento, impianti, infissi, uscite di sicurezza, un restauro almeno funzionale, qualche consolidamento), ma credo che lo sforzo fatto finora dall’associazione vada riconosciuto e premiato.

La storia del teatro è riassunta alla pagina www.teatrorossiaperto.it/il-teatro-rossi/
Una sintesi di progetto è stata espressa alla pagina www.teatrorossiaperto.it/un-progetto-per-il-teatro-rossi/

Cordiali saluti,

TRA/montare

ovvero

CROWDCRAFTING

ovvero

ATELIER CASUALE DI AUTORIPARAZIONE PER MASSAIE

ovvero

MÒVITI CON QUELLA SCALA

ovvero

PRENDERSI CURA DELLA BELLEZZA

ovvero

RISPOSTA ALLA DOMANDA
«COSA POSSO FARE PER IL TEATRO ROSSI?»

tutti i venerdì dalle 15

TRA/montare

In 30 mesi di cose, grandi e piccole, se ne son fatte. L’arte, certo, a pacchi. Ma anche lo stretto necessario a far sì che l’arte e il resto potessero dispiegarsi. Questo stretto necessario di solito è fare andare l’acqua e la luce, ramazzare i pavimenti e offrire da bere. Al TRA, ovviamente, che è un posto fuori dall’ordinario, lo stretto necessario inizia con lo spalare il guano di piccione e finisce col bilanciare la potenza per evitare che l’impianto elettrico salti – poi, semmai, si pensa al bere.
Tuttavia, siccome il tratto caratterizzante è la follia a briglie sciolte (perché per riaprire un teatro diroccato la ragione non basta), s’è deciso che si passa dal fare lo stretto necessario a fare tutto il necessario. Epperò, sistematicamente.
Tipo, avete visto che s’è ridipinta la facciata, rimessa in sesto una grondaia, sostituiti vetri rotti e lavate poltroncine polverose? Ecco, ora si continua, però anziché a episodi ci vediamo tutti i venerdì, per TRA/montare . Segue lista delle cose da fare, magari poi ci mettiamo pure una photogallery di cura del legno e smaltimento orrori.