venerdì 26 maggio ore 21:30

Tony Berchmans

The General

di Buster Keaton (1926, 67′)

Tony Berchmans torna al Teatro Rossi Aperto per il terzo anno consecutivo, con un doppio appuntamento e una masterclass di musica narrativa. Quest’anno ci propone The General, di Buster Keaton (1926, 67′) e Nosferatu di Friedrich W. Murnau (1922, 94′).

Il film muto non è mai stato del tutto in silenzio.

All’epoca del cinema muto, spesso le proiezioni dei film venivano accompagnate da musica eseguita dal vivo. Dalla figura storica del pianista improvvisatore sino alle grandi orchestre sinfoniche, lo spettacolo della settima arte si è sviluppato in compagnia della colonna sonora eseguita dal vivo.

Tra performance di improvvisazione e sincronismo, l’accompagnamento musicale dei film in tempo reale è un’esperienza audiovisiva unica. La musica narra le scene in modo accurato e, in assenza di dialoghi e suoni, aiuta a raccontare la storia stabilendone il ritmo, i vari climi emotivi, le ambientazioni drammatiche e comiche. Il musicista del film muto doveva possedere sia un enorme vocabolario che strumenti di interpretazione atti a creare un rituale di creatività, tecnica e sensibilità.

CINEPIANO di Tony Berchmans presenta questo aspetto poco conosciuto del cinema. Accompagnando i film del periodo muto, Berchmans ne improvvisa la colonna sonora al pianoforte, utilizzando temi propri composti negli stili dell’epoca, stili come il ragtime e il jazz tradizionale, sempre in sincronia con l’azione ed i momenti emotivi del film.

Tony Berchmans Canto è l’autore di “The Movie Music – Tutto quello che vuoi sapere sulla musica da film”.
Musicista e produttore discografico, dal 1992 opera nel mercato della produzione musicale, del coordinamento, della composizione e produzione di audio per la radio, la televisione e il cinema.Nel 2007 è stato il curatore di “Music Scene – 1° International Film Music Meeting” tenutosi a Rio de Janeiro, un evento senza precedenti nel paese, che ha visto come protagonisti tra gli altri, leggende della musica per cinema come Ennio Morricone e Gustavo Santaolalla. Partecipa spesso a festival e concerti di musica da film negli Stati Uniti, Spagna, Belgio e Brasile, dà lezioni e tiene corsi collaborando con diverse istituzioni, siti web e riviste. Nel 2010 ha iniziato il progetto “CINEPIANO Tony Berchmans” con oltre 50 presentazioni tra il Brasile e l’Europa.

vedi anche: Nosferatu e Masterclass di musica per il cinema

sabato 27 maggio ore 17-19

Tony Berchmans

Masterclass di musica per il cinema

Fondamenti di musica narrativa

Cosa

La masterclass di musica per il cinema presenterà un’ampia panoramica sui principi della composizione musicale per i film. Dall’epoca barocca fino ai più recenti studi musicologici delle neuroscienze cognitive, i compositori si sono sempre sforzati di dominare il potere della musica di esprimere sentimenti, emozioni e persino messaggi specifici. La masterclass muoverà quindi dall’idea di musica come strumento di narrazione, a partire dalla lunga esperienza di Berchmans e dei suoi concerti Cinepiano.

Per chi?

La masterclass è un’esplorazione pratica e concisa della musica come strumento narrativo, aperta sia ai professionisti della musica e del cinema, sia al pubblico non professionista interessato alle arti e ai temi della comunicazione.

In che modo?

La masterclass, della durata di 2 ore, presenterà e discuterà diverse illustrazioni ed esempi musicali di Tony Berchmans al pianoforte.

L’insegnante

Tony Berchmans Canto è l’autore di “The Movie Music – Tutto quello che vuoi sapere sulla musica da film” (2006).
Musicista e produttore discografico, dal 1992 opera nel mercato della produzione musicale, del coordinamento, della composizione e produzione di audio per la radio, la televisione e il cinema.Nel 2007 è stato il curatore di “Music Scene – 1° International Film Music Meeting” tenutosi a Rio de Janeiro, un evento senza precedenti nel paese, che ha visto come protagonisti tra gli altri, leggende della musica per cinema come Ennio Morricone, Antonio Pinto e Gustavo Santaolalla. Partecipa spesso a festival e concerti di musica da film negli Stati Uniti, Spagna, Belgio e Brasile, dà lezioni e tiene corsi collaborando con diverse istituzioni accademiche e musicali, siti web e riviste. È docente di Musica per il cinema all’università Anhemi-Morumbi di San Paolo, sua città natale. Nel 2010 ha iniziato il progetto “CINEPIANO Tony Berchmans” con oltre 50 presentazioni tra il Brasile e l’Europa.

Concept

«Cerco di approcciarmi al tema da una prospettiva diversa, assente persino dai corsi di cinema. Spesso l’importanza della musica nel contesto di opere audiovisive è molto sottovalutata o fraintesa. La musica è lo strumento più misterioso e svalutato nell’analisi critica dei film. In questa masterclass propongo per prima cosa di avvicinarsi ad alcuni principi base della composizione di musica narrativa; provo quindi a mostrare alcune tecniche e forme di ispirazione solitamente impiegate da grandi compositori e registi. Persino navigati professionisti del cinema talvolta non sfruttano la musica in tutte le sue possibilità drammaturgiche.
Io non ho la pretesa di insegnare a qualcuno come si compone la musica o si scrivono gli spartiti, ma mi piace mettere alla prova studenti, cinefili, musicisti e professionisti dell’audiovisivo così che possano farsi più idee e avere a disposizione più risorse creative quando devono prendere delle decisioni o fare delle scelte che riguardano la musica».

vedi anche: Nosferatu e The General

sabato 27 maggio ore 21:30

Tony Berchmans

Nosferatu

di F.W. Murnau (1922, 94′)

Tony Berchmans torna al Teatro Rossi Aperto per il terzo anno consecutivo, con un doppio appuntamento e una masterclass di musica narrativa. Quest’anno ci propone The General, di Buster Keaton (1926, 67′) e Nosferatu di Friedrich W. Murnau (1922, 94′).

Il film muto non è mai stato del tutto in silenzio.

All’epoca del cinema muto, spesso le proiezioni dei film venivano accompagnate da musica eseguita dal vivo. Dalla figura storica del pianista improvvisatore sino alle grandi orchestre sinfoniche, lo spettacolo della settima arte si è sviluppato in compagnia della colonna sonora eseguita dal vivo.

Tra performance di improvvisazione e sincronismo, l’accompagnamento musicale dei film in tempo reale è un’esperienza audiovisiva unica. La musica narra le scene in modo accurato e, in assenza di dialoghi e suoni, aiuta a raccontare la storia stabilendone il ritmo, i vari climi emotivi, le ambientazioni drammatiche e comiche. Il musicista del film muto doveva possedere sia un enorme vocabolario che strumenti di interpretazione atti a creare un rituale di creatività, tecnica e sensibilità.

CINEPIANO di Tony Berchmans presenta questo aspetto poco conosciuto del cinema. Accompagnando i film del periodo muto, Berchmans ne improvvisa la colonna sonora al pianoforte, utilizzando temi propri composti negli stili dell’epoca, stili come il ragtime e il jazz tradizionale, sempre in sincronia con l’azione ed i momenti emotivi del film.

Tony Berchmans Canto è l’autore di “The Movie Music – Tutto quello che vuoi sapere sulla musica da film”.
Musicista e produttore discografico, dal 1992 opera nel mercato della produzione musicale, del coordinamento, della composizione e produzione di audio per la radio, la televisione e il cinema.Nel 2007 è stato il curatore di “Music Scene – 1° International Film Music Meeting” tenutosi a Rio de Janeiro, un evento senza precedenti nel paese, che ha visto come protagonisti tra gli altri, leggende della musica per cinema come Ennio Morricone e Gustavo Santaolalla. Partecipa spesso a festival e concerti di musica da film negli Stati Uniti, Spagna, Belgio e Brasile, dà lezioni e tiene corsi collaborando con diverse istituzioni, siti web e riviste. Nel 2010 ha iniziato il progetto “CINEPIANO Tony Berchmans” con oltre 50 presentazioni tra il Brasile e l’Europa.

vedi anche: The General e Masterclass di musica per il cinema

Domenica 28 maggio – ore 21.30

Solki in concerto

Peacock Eyes

 

Solki in concerto, per presentare il loro ultimo album “Peacock Eyes”, uscito per ibexhouse, prodotto da Alessandro Fiori.

Serena Altavilla – voce, chitarra
Lorenzo Maffucci – chitarra
Alessandro Gambassi – batteria, synth

«Esiste un luogo ideale: un punto di vista sopraelevato, una collina che domina una pianura. Dall’alto si osservano i contrasti: come la vanità nasconda una disperazione, una attenzione mancata; perché il desiderio del possesso sia legato a guardare una persona non per come è ma per come si vorrebbe che fosse; come si possa aver desiderio e sete di persone che non si sa davvero come sono. Si può trovare, appartato in qualche zona scura, il coraggio di ammirare anche il brutto delle cose belle».

Intrecciato come un domino giocato in tre da Serena Altavilla, Alessandro Gambassi e Lorenzo Maffucci, e ricompattato insieme al musicista-produttore Alessandro Fiori, il secondo disco dei Solki sceglie il pavone come animale simbolo della fragilità, della bellezza, delle contraddizioni che definiscono le relazioni umane.

L’album, intitolato “Peacock Eyes”, è un discorso sintetico sulla vanità e sull’abbaglio che essa cerca e determina. La ruota degli occhi del pavone si mostra in tutto il suo dilemma, splendido ma goffo simbolo di rinascita.

Solki-Quadrata-RGB

=== Solki ===
I Solki sono un trio punk sognante che abita a Prato: sono Serena Altavilla, voce e chitarra; Lorenzo Maffucci, chitarra turchese; Alessandro Gambassi, cassa, rullante e charleston.

Nascono dalle costole di Blue Willa e Topsy The Great, due band con alle spalle centinaia di concerti tra club e festival in Italia e in Europa (Primavera Sound a Barcellona, Reeperbahn ad Amburgo, Elevate a Graz, Monkey Week in Andalusia, …).

La loro musica è stata definita di volta in volta ruggente e sognante, sensuale e calda, guidata da melodie sferzanti che si nascondono dietro un fitto tessuto di dissonanze.

Hanno pubblicato il primo album, “Sleeper Grele”, nell’ottobre 2014, primo titolo dell’etichetta underground Ibexhouse. L’album è stato registrato nel corso di un pomeriggio di tarda estate su un vecchio registratore a quattro tracce.

Dopo una prima tiratura di CD-R e cassette, “Sleeper Grele” è stato ristampato in vinile grazie agli sforzi congiunti dell’etichetta svizzera Sacred Hood e delle italiane Ibexhouse, Santa Valvola, nevrosi e Astio Collettivo.

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www.teatrorossiaperto.it
www.solkisolkisolki.com
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Foto di Elisa Parigi.

giovedì 1 giugno ore 21:30

Collettivo Onoma

Walter_Wendy.Carlos

Appunti sonori per tras-formare

a cura del collettivo ONOMA: Francesca Talozzi (regia e drammaturgia), Laura Rossi e Valerio Chellini (Carlos e Playboy), Claudia Pavoletti (voce), Martino Chiti e Nicola Buttari (videomaker, photomapping), Michele Fiaschi (scenografie virituali e luci), Tiziano Rosselli (Chi è Walter/Wendy Carlos?).

Dove si colloca il confine maschio/femmina? Quanto, come e in che modo i due termini ci identificano? Con quali strumenti scenici e con quali linguaggi possiamo tentare una esplorazione che ci conduca a ri-codificare i due termini nella costruzione delle proprie identità? Abbiamo scelto di farlo raccontandovi la storia di Walter/Wendy Carlos: espert* musicista, compositrice di musica elettronica e collaboratrice di Kubrik in Arancia Meccanica, considerata un* dei massim* esponenti del panorama della composizione extramusicale creata con sintetizzatore moog. Walter deciderà, nel 1972, di cambiare sesso e di diventare Wendy: di questa sua fondamentale esperienza di vita lascerà testimonianza in una lunga intervista rilasciata al direttore di Playboy nel 1979. Con estrema lucidità Wendy parla di sé e del suo essere ‘femmina’ e della importanza profonda della sua passione per la composizione extramusicale, considerata territorio aperto alle sperimentazioni, libero da regole, e dove poter ‘giocare’ la complessità della sua identità. ‘Assemblando provvisoriamente’ linguaggi visivi, scenici e sonori cercheremo insieme, attraverso la nostra presenza e corporeità e attraverso le nostre storie di ‘maschi e di femmine’, un luogo altro, un uni-versum dove nessuna identità si debba appiattire sull’altra ma anzi si arricchisca dell’altra, finalmente privat* di confini e frontiere da difendere e/o superare.

Il Collettivo ONOMA è un progetto di Effetto Collaterale che si occupa di creazioni performative attraverso l’uso di differenti linguaggi e creatività.

Lo spettacolo è stato tra i vincitori del Bando Dello Scompiglio “Assemblaggi provvisori” che interroga le arti sceniche, performative ed installative sul tema/confini di MASCHIO/FEMMINA

Laboratorio cinema “Jam session Cinematografica”

Da marzo a maggio a partire dal 15 marzo 2017 ogni mercoledì alle 21:30.
Il laboratorio è totalmente gratuito e aperto a tutti quelli che vorranno partecipare a seguito di una selezione da parte degli stessi organizzatori.
Non è necessaria comunicazione per prendere parte alle serate, è possibile presentarsi il mercoledì stesso e partecipare solo a uno o più incontri a scelta.

Jam session cinemaL’idea

Il laboratorio nasce dalla volontà di sperimentare e di vivere insieme il set creando un ambiente di condivisione delle idee e dei punti di vista attraverso il mezzo di espressionecinematografico. Nei nostri anni di realizzazione video abbiamo notato tra la gente un sempre crescente interesse per la nostra attività, per molti un modo costruttivo per passare una serata, per altri un’importante occasione per mettere alla prova se stessi ed aprire canali emozionali ancora da sviluppare, per altri ancora un primo passo o la continuazione di un percorso professionale.

Che cosa faremo

È proprio da questa consapevolezza e dall’infinita voglia di fare comunità che trae forza il progetto e trova la sua ragione d’essere. Con la ”Jam session Cinematografica” si sperimenta la macchina da presa, le luci di scena, gli strumenti di ripresa audio come ricercatori liberi per percorrere strade nuove e fuori dagli schemi convenzionali senza perdere mai il riferimento al lavoro dei grandi registi del passato e del presente.

Ogni incontro è pensato come un evento a se stante non direttamente legato ai precedenti in cui sotto le linee guida del regista e la supervisione dell’organizzatore s’interpreta una sceneggiatura. La terza figura di riferimento presente sul set è l’operatore, che cura l’aspetto fotografico sia nella disposizione delle luci che nella selezione delle ottiche, la corretta esecuzione dei movimenti di macchina, impostazioni della camera e regolazione del fuoco.

Chi partecipa ha quindi l’opportunità di entrare in gioco nel fare cinema passando da passivo spettatore ad anello della catena produttiva. In una successiva fase verranno affrontate anche le basi del montaggio attraverso la visione e il commento dei lavori finiti.

A chi si rivolge

Gli incontri sono rivolti ai giovani provvisti o privi di formazione nel settore e anche a persone in età più avanzata e di varia estrazione. Il laboratorio ha come obiettivo secondario la formazione base di professionalità nel settore dell’audiovisivo per promuovere una crescita economica-culturale dell’ambiente cinematografico pisano.

Aspetti tecnici e contenuti

Gli argomenti trattati saranno:

  • Direzione degli attori
  • Recitazione cinematografica per ruoli principali, secondari, figurazioni e comparse
  • Impostazione camera e suo utilizzo
  • Illuminazione del set
  • Presa diretta audio
  • Organizzazione del set
  • Redazione del bollettino di edizione.

Il laboratorio è organizzato da Stefano Vannelli e Adriano Vannelli, impegnati regolarmente nella realizzazione di cortometraggi e documentari indipendenti con la società di produzione “Otto e mezzo film”.

Oltre a Stefano Vannelli che parteciperà in veste di regista e Adriano Vannelli, organizzatore, sarà presente agli incontri anche l’operatore Aurelio Zarbo che ne curerà l’aspetto fotografico. “Otto e mezzo film” ha prodotto ad oggi i documentari “Una vita per il gioco” (2014) che tratta il gioco del ponte di Pisa attraverso il racconto della squadra del San Michele e “dottorcosta: emozioni a bordo pista” (2016) che analizza l’approccio medico e filosofico del dottor Claudio Marcello Costa, il dottore dei piloti di motociclismo.

Accanto a questi due lavori si trovano i corti “Vuoto a perdere” (2014) che denuncia l’orribile realtà della violenza sulle donne e “E-team 2015” (2015),  spot di presentazione realizzato per la squadra corse E-team dell’Università di Pisa, corso di Ingegneria Meccanica.

I Laboratori di Teatro all’interno degli spazi del TRA riprendono le attività.

Oltre al Laboratorio permanente del TRA, che ormai è al  suo terzo anno di vita e debutta a novembre con ‘Abito da Sposa’, il laboratorio per principianti riprende gli incontri a partire di mercoledi 11/10, ore 20.

LABORATORIO  PERMANENTE – ogni giovedì dalle 19 alle 23 (circa)

Dopo il successo di “Tracce lungo lo Spoon River” adattamento del testo di E.L. Master, replicato più volte negli spazi del TRA e presentato sia al SenzaFilo del Cantiere San Bernardo che alla rassegna teatrale “Urban Dioniso” a Sava, in Puglia, i ragazzi del lab permanente iniziano una nuova ricerca, questa volta sul Brasile, in particolare nella Copacabana degli anni 60, immergendosi nell’opera “Abito da Sposa”, del drammaturgo brasiliano Nelson Rodrigues.

Un testo che ha sconvolto la drammaturgia moderna brasiliana, Rodrigues è stato, a partire dagli anni immediatamente precedenti la Seconda guerra mondiale, oltre che uno dei cronisti più vivaci e spietati di Rio de Janeiro, un prosatore acuto e amaro della società di cui faceva parte, quella carioca.

Soprattutto, è stato il primo grande classico della drammaturgia contemporanea brasiliana, e

Abito da sposa è considerato il testo spartiacque del teatro brasiliano.

“Il testo riflette la realtà e allo stesso tempo riesce ad andare oltre, quella della dualità che divide l’animo umano: il sacro e il profano, il lato positivo e quello negativo, l’amore e l’odio, la vita e la morte, la realtà e l’illusione”  (Briana Zaki e Guilermo Pivari)

LABORATORIO PER PRINCIPIANTI – ogni mercoledì dalle 20:00  alle 22:30 (circa)

A giugno di quest’anno il laboratorio per principianti ha debuttato con Trattato Commestibile, un patchwork di testi che avevano come tema il cibo, nelle sue più svariate dimensioni.

A partire di mercoledi 11/10 riprendiamo le nostre attività, e questa volta ci dedichiamo al tema dell’abbandono. Studieremo diversi punti di vista, da narrative, saggi, poesie, testi teatrali e testimonianze. L’idea è costruire un compendio di storie di abbandono che si intrecceranno e prenderanno vita negli spazi del TRA. Vogliamo con questo lavoro indagare che cos’e e come ci si sente in una situazione analoga allo spazio in cui svolgiamo le nostre attività e cosa significa prendersene cura.

Per l’apertura primaverile del 2017, i due laboratori lavoreranno insieme per creare una performance/festa di inizio delle nostre attività, a partire della storia del Teatro Rossi Aperto, e di una ricerca approfondita sulle opere di la passate. Sceglieremo dei personaggi che hanno preso vita in quelli anni e ci perderemmo in città, per chissà, ritrovare insieme alla cittadinanza la strada di ritorno di quella che ormai è una casa aperta e accogliente.

I laboratori sono condotti da Daniela Scarpari, attrice.

Laureata in Comunicazione sociale e diplomata all’Accademia di Arti Drammatiche all’Università di Sao Paulo (Brasile). In Brasile ha lavorato con Cristiane Paoli Quito, Francisco Medeiros, Luis Alberto de Abreu e collaborato con il Grupo XIX de Teatro. Conta con più di 17 spettacoli come attrice, 2 premi di migliore attrice ai Festival di teatro di Florianopolis e Mappa culturale Paulista. Tra le esperienze di insegnamento di teatro, ha coordinato corsi di teatro presso progetti come:  Teatro nelle scuole, Teatro nelle comunità  realizzato all’interno di favelas di Sao Paulo; Improvvisazione teatrale, all’interno del progetto Università Solidale nelle comunità dell’Amazzonia brasiliana, Workshop di recitazione all’università di Brasilia, cosi come altri corsi in diverse città dello stato di Sao Paulo. Ha fatto la regia di “O rio, a colina e o casarao” progetto vincitore del Bando Proac per la regia 2015.

In Italia ha collaborato con  il Teatro dell’Argine e Cantieri Meticci.  Nel Settembre 2013  ha preso parte all’acclamato spettacolo Estrada do Sul del Grupo XIX de Teatro per le vie di Sao Paulo (Brasile). Nell’estate 2014 ha fatto parte della progettazione e ha interpretato lo spettacolo vincitore dal bando Proac/2013 dello Stato di Sao Paolo/Brasile “O Anjo da Historia” con la regia di Pietro Floridia (Cantieri Meticci/Teatro dell’Argine) in collaborazione con i gruppi Cascina Barà, Contraponto e Andaime di Teatro. Dal 2011 fa parte del Collettivo Cascina Barà con il quale ha fatto #tessuto. Fa parte del Collettivo Extratto con lo spettacolo “Il Cartografo”, progetto nato all’interno del TRA e a dicembre debutta a Teheran lo spettacolo “Padri, Madri e Figli” testo e regia dell’iraniano Arash Abbasi.

Dal 2013 ha avviato e coordinato il laboratorio teatrale permanente del Teatro Rossi Aperto, lavorando sulla messa in scena di Tracce lungo lo Spoon River, che dopo la presentazione di giugno ha replicato a ottobre al TRA, poi a novembre al Cantiere Sanbernardo in una versione “Senza Filo“, quindi a Sava (TA) al festival Urban Dioniso. E con il laboratorio per principianti “Trattato Commestibile”.