Giovedì 12 Luglio – 21.00

Alessandro Denabian & Quartetto Delfico presentano “Paris 1804″

Presentazione del disco “Paris 1804″
Passacaille Records, 2017

Alessandro Denabian: corno naturale

Quartetto Delfico
Mauro Massa, Andrea Vassalle: violino
Gerardo Vitale: viola
Valeria Brunelli: violoncello

Musiche di Cherubini, Dauprat e Reicha per corno e archi

Siamo nel 1804: Napoleone si autoproclama imperatore nella cattedrale di Notre-Dame e Parigi è punto nevralgico della cultura e città di eccellenza in Europa.
Gli artisti vi accorrono, arrivando dalla Francia e dall’estero. Parigi rappresenta già quello che la città diventerà nel XX° e XXI° secolo: una città di accoglienza. Dei tre compositori presentati in questo programma, Cherubini e Reicha sono di origine straniera, mentre Dauprat è parigino di nascita.
Il comune denominatore dei tre compositori non è solamente Parigi, ma anche e soprattutto il suo Conservatorio, dove i tre insegneranno e le loro attività artistiche si intrecceranno.

Alessandro Denabian ha studiato corno sotto la guida di Dale Clevenger, Luca Benucci, Rex Martin, Thomas Müller e Claude Maury in Italia, USA, Svizzera e Francia.
Musicista versatile, si esibisce in recital, concerti solistici, musica da camera e in orchestra. Alessandro suona regolarmente con alcune delle migliori orchestre barocche quali: La Petite Bande, Venice Baroque Orchestra, La Cetra Barockorchester Basel, Les Musiciens du Louvre, Concerto Köln e I Barocchisti.

Il Quartetto Delfico nasce dall’incontro di quattro amici uniti dalla passione per la più nobile tra le forme della musica da camera, il quartetto d’archi. Interessati al linguaggio musicale di ogni epoca, sentono come necessità l’approccio al repertorio attraverso le fonti storiche e l’utilizzo di strumenti originali. Collaboratori di vari gruppi specializzati in esecuzioni storicamente informate, orchestre sinfoniche e da camera, hanno intrapreso il loro percorso affiancando al grande repertorio classico e primo romantico la riscoperta e lo studio del repertorio italiano per quartetto d’archi.

Ingresso a offerta libera.

martedi 17 luglio – 21.00

Flora Papadopoulos presenta “Unwritten”

Presentazione del disco “Unwritten”
Arcana, 2018

Flora Papadopoulos: arpa

J.S. Bach, Biber, Marini, Corelli: quattro protagonisti della musica barocca che nessuno associerebbe all’arpa, ma che operarono in ambienti in cui l’attività di arpisti è largamente testimoniata e in cui un repertorio per arpa sola, sebbene sicuramente esistito, non è mai stato scritto. Partendo da queste premesse nasce un progetto ambizioso, frutto di una lunga ricerca sulle fonti. Esso ci rivela che il repertorio del violino, uno strumento che con l’arpa condivide molte caratteristiche idiomatiche, ha rappresentato una fonte da cui attingere nella prassi esecutiva. Da qui l’idea di adattare per l’arpa brani di estremo virtuosismo violinistico, dando così nuova vita a musiche celeberrime, che qui si illuminano di riflessi inattesi e velature inedite.

Programma:

HEINRICH I. F. BIBER
Annunciazione
(Rosenkranz Sonaten, c 1676
Bayerische Staatsbibliotek Mus. Mss. 4123)

GIUSEPPE TARTINI
dalla Sonata in Re minore
Siciliana – Allegro affettuoso
(Ms 1888, fasc.1, Arch. Mus. Padova)

BIAGIO MARINI
Sonata per il violino “Per sonar con due corde”
(Sonate, Symphonie, opera ottava, Venezia 1626)

ELISABETH JACQUET DE LA GUERRE
Dalla Sonata No 1 in Re minore
Aria
(Sonates pour le violon et pour le clavicin, Paris 1707)

ARCANGELO CORELLI
Dalla Sonata Decima in Fa maggiore
Preludio Adagio – Gavotta Allegro – Giga Allegro
(Sonate a violino e violone o cimbalo,
opera quinta, parte seconda, Roma 1700)

BIAGIO MARINI
Romanesca per violino solo e basso se piace
(Arie, madrigali, correnti, opera terza, Venezia1620)

JOHANN S. BACH
Sonata prima a violino solo senza basso (BWV1001)
Adagio – Fuga – Siciliana – Presto
(Sei solo a violino senza basso accompagnato, 1720
Berlin Staatsbibliotek Mus. Ms. Bach P967)

Flora Papadopoulos, dopo importanti collaborazioni con ensemble quali Cappella Mediterranea / L.G. Alarcón, Concerto Italiano / R. Alessandrini, Matheus / J.Ch. Spinosi, Laboratorio ’600 / F. Pavan, esordisce nel suo primo disco solistico. Attraverso un percorso personale, sperimentale ed empirico, ci restituisce una affascinante prassi perduta.

Flora Papadopoulos suona una arpa doppia a tre ordini fabbricata da Dario Pontiggia, Milano 2010, copia dell’arpa Barberini conservata presso il Museo degli Strumenti Musicali di Roma

www.florapapadopoulos.com

Ingresso a offerta libera

giovedi 19 luglio – 19.30

Duo Ammatte presenta “A Piedi Nudi – omaggio a Rosa Balistreri”

Ore 19:30: aperitivo siciliano

Ore 21:00: presentazione del disco “A Piedi Nudi – Omaggio a Rosa Balistreri”
RadiciMusic Records/ Egea, 2015

Alessia Arena: voce
Federica Bianchi: clavicembalo, percussioni domestiche

“A Piedi Nudi” è la prima esecuzione per voce, clavicembalo e percussioni domestiche di canti popolari siciliani antichi, riportati a nuova luce da Rosa Balistreri, nonché delle canzoni dell’artista.
Un progetto che esplora e porta alla luce importanti connessioni fra la musica popolare e la musica barocca, e più specificatamente il basso ostinato quale base portante di uno stile improvvisativo che accomuna i due generi musicali.
Nel settembre 2015 è uscito per RadiciMusic Records il lavoro discografico A Piedi Nudi, omaggio a Rosa Balistreri, presentato presso il conservatorio L. Cherubini di Firenze all’interno della Giornata studi, curata da Alessia Arena e dal duo Ammatte, in memoria dell’artista siciliana a 25 anni dalla sua scomparsa.

A Piedi Nudi è stato selezionato alle targhe Tenco 2016 per la categoria interpreti di canzoni non proprie, segnalato al Premio Città di Loano 2015, nonché nella sezione musica emergente in Dischi dell’anno 2015/Le scelte del Sussidiario, Sussidiario.net. E’ risultato
inoltre vincitore di: selezione SuonareFolkest 2016 e III° classificato per il Premio Rivelazione 2014_Festival Sete Sois Sete Luas.

Rosa Balistreri (1927-90) è la più grande interprete di musica popolare siciliana, la quale ridiede luce e notorietà alla musica del catalogo di Alberto Favara, musicista ed etnologo siciliano, che alla fine del’800 raccolse più di mille canti in tutta la Sicilia.
Donna libera, rivoluzionaria indomita, Rosa Balistreri fu scoperta da Dario Fo negli anni sessanta a Firenze, dove visse per vent’anni, divenendo una delle protagoniste dello spettacolo “Ci ragiono e Canto”, accanto a Giovanna Marini e Caterina Bueno. L’arte di Rosa fu amata e sostenuta da numerosi intellettuali ed artisti dell’epoca quali ad esempio il noto poeta siciliano Ignazio Buttitta che per lei scrisse numerosi testi, nonche il grande pittore Renato Guttuso. Fu cosi che Rosa attraverso la sua musica riscatto la sua vita straordinariamente drammatica (violentata dal marito, che poi tento di uccidere, il carcere, il tentato suicidio, una sorella assassinata dal consorte, un padre suicida), ed urlo finalmente le violenze subite da una societa maschilista e violenta.

Ingresso a offerta libera

Laboratorio teatrale su Juan Mayorga ogni mercoledi dalle 20:30 alle 23

L’importanza di un quadro non si misura da quanta parete occupa, ma dalla forza con cui mette in tensione quella parete – Juan Mayorga

Daniela Scarpari conduce il laboratorio partendo dall’opera Teatro Breve (Teatro para minutos) di Juan Mayorga. Nel suo Teatro para minutos, che raccoglie 28 testi teatrali brevi, Juan Mayorga riafferma la sua carica politica e rivendica a ciascuna delle piece la propria auttosuficienza, la propria autonomia, il proprio peso. La sua forza risiede nella relazione con il contesto, nella forza con cui si pone rispetto alla parete che occupa. Una “scrittura del frammento” che rappresenta con forza la drammaturgia contemporanea. Un tipo di teatro che dialoga molto bene con gli spazi del TRA. Un tipo di scrittura che si fa metafora, che pone domande per noi fondamentali, come nel caso del primo testo Concerto fatale della vedova Kolakowski che si caratterizza per l’ambientazione in tempi di guerra: un tempo astratto, mitico “intorno al teatro, rumore di guerra”; un teatro accerchiato, sotto assedio, un teatro posto di fronte a una scelta: resistere o arrendersi. Il teatro, e allo stesso modo qualsiasi luogo d’arte come sineddoche dell’artista, dell’intellettuale; ciò che qui interessa l’autore è il modo in cui la responsabilità personale entra in gioco, in tempi in cui le condizioni esigono una presa di posizione da parte dell’individuo.

Può l’arte fermare una guerra?
Premio Nacional de Teatro 2007 in Spagna, Juan Mayorga (Madrid, 1965) conta una formazione forse atipica, ma invidiabilmente versatile: una laurea in matematica, una in filosofia, e un dottorato dedicato alla filosofia della storia in Walter Benjamin. [..] si è imposto da qualche tempo come il drammaturgo spagnolo di riferimento non solo in patria, ma anche sulle scene europee [..]. Teatralmente si forma nei seminari di Marco Antonio de la Parra e José Sanchis Sinisterra; nel 1998 frequenta a Londra la Royal Court Residency, sotto la guida di Sarah Kane e Meredith Oakes; a partire dallo stesso anno insegna Drammaturgia e Filosofia presso la Real Escuela Superior de Arte Dramático de Madrid. [Davide Carnevali, dalla curatela di Teatro di Juan Majorga, edito da Ubulibri]

I laboratori sono condotti da Daniela Scarpari e si svolgono ogni mercoledì dalle 20:30 alle 23:00 al Tra.

Daniela Scarpari
Laureata in Comunicazione sociale e diplomata all’Accademia di Arti Drammatiche all’Università di Sao Paulo (Brasile). In Brasile ha lavorato con Cristiane Paoli Quito, Francisco Medeiros, Luis Alberto de Abreu e collaborato con il Grupo XIX de Teatro. Conta con più di 20 spettacoli come attrice, 2 premi di migliore attrice ai Festival di teatro di Florianopolis e Mappa culturale Paulista. Tra le esperienze di insegnamento di teatro ha coordinato corsi di teatro all’interno dei seguenti progetti: Teatro nelle scuole, Teatro nelle comunità realizzato all’interno di favelas di Sao Paulo; Improvvisazione teatrale, all’interno del progetto Università Solidale nelle comunità dell’Amazzonia brasiliana, Workshop di recitazione all’università di Brasilia, cosi come altri corsi in diverse città dello stato di Sao Paulo. Ha fatto la regia di “O rio, a colina e o casarao” progetto vincitore del Bando Proac per la regia 2015.
In Italia ha collaborato con il Teatro dell’Argine e Cantieri Meticci. Nel Settembre 2013 ha preso parte allo spettacolo Estrada do Sul del Grupo XIX de Teatro per le vie di Sao Paulo (Brasile) con regia di Pietro Floridia e Luis Fernando Marques. Nell’estate 2014 ha fatto parte della progettazione e ha interpretato lo spettacolo vincitore dal bando Proac/2013 dello Stato di Sao Paolo/Brasile “O Anjo da Historia” con la regia di Pietro Floridia (Cantieri Meticci/Teatro dell’Argine) in collaborazione con i gruppi Cascina Barà, Contraponto e Andaime di Teatro. Dal 2011 fa parte del Collettivo Cascina Barà con il quale ha fatto #tessuto. Fa parte del Collettivo Extratto con lo spettacolo “Il Cartografo”, progetto nato all’interno del TRA. Nel 2016 ha partecipato alla turnee dello spettacolo “Padri, Madri e Figli” testo e regia dell’iraniano Arash Abbasi, a Teheran in Iran e al Cantieri Teatrali Koreya. Nel 2017 vince il bando Proac per le Arti Perfomative con il Progetto L’Ultima Polaroid e nel 2018 debutta Lampedusa, di Anders Lustgarten al Festival Cultura Inglesa a Sao Paolo, Brasile.

Dal 2013 ha avviato e coordinato il laboratorio teatrale del Teatro Rossi Aperto, lavorando sulla messa in scena di Tracce lungo lo Spoon River, replicato al Cantiere Sanbernardo “Senza Filo“, a Sava (TA) al festival Urban Dioniso e al Rifrazioni Festival, alla messa in scena di Trattato Commestibile e Dell’abbandono.