4.48 Psychosis. Sinfonia per voce sola

mercoledì 29 maggio, ore 20:30*

4.48 Psychosis

di Sarah Kane

in forma di “Sinfonia per voce sola”, di Enrico Frattaroli

con Mariateresa Pascale

Allestimento e adattamento site-specific per il Teatro Rossi Aperto.

«Ma eccomi oggi alle prese con la fondamentale, straordinaria, densa, orchestrale, multiperformativa e totalmente inedita adozione che di 4.48 Psychosis fa Enrico
Frattaroli. [...] Mi sento di dire che lo spettacolo di Frattaroli, con performer vocale e rigorosamente mimetica in Mariateresa Pascale [...] è
l’impresa che più dilata i sensi dell’oblio e dell’invettiva dell’autrice, è il lavoro che più entra in consonanza con la poesia drammaturgica di Kane»

(Rodolfo di Giammarco, la Repubblica)

L’edizione di “4.48 PSYCHOSIS – Sinfonia per voce sola” al Teatro Rossi Aperto di Pisa è unica e irripetibile.
Una “sinfonia abbandonata” in uno “spazio abbandonato”, spoglia di musicisti dal vivo, scevra di strumenti di scena, priva di luci, che lo spazio del Teatro Rossi accoglie – in singolare sintonia di scritture – nella sua vuota, ineffabile presenza.
Una rappresentazione messa in scena non nel, ma dal Teatro Rossi Aperto, il quale non serve da neutro contenitore, ma agisce da vero co-autore e co-protagonista dell’opera. La chiara architettura dello spazio scenico si fa pagina bianca per il flusso di immagini in cui si declina, e che scorre ininterrotto dal primo all’ultimo verso quale voce integrante, insieme al poema e alla musica, della partitura di scena.
Nella debole luce crepuscolare, che filtra dalle finestre alte del teatro e si trasmuta inflebile luce lunare al calare della notte, l’interprete, colpita/mancata dai fasci di luce delle immagini, in intersezione con la discontinuità del loro bianco/nero, si fa essa stessa intermittenza, ritmo di presenza/assenza, arsi e tesi di corpo/voce.
L’intero teatro, abbandonato e vivo, entra in risonanza con gli spazi desolati, gli edifici obsoleti, i luoghi postumi vissuti in vita, le pagine gualcite in cui si inscrivono e risuonano, in silenzio o in contrappunto coi pentagrammi di Mahler e di P. J. Harvey, i versi di Sarah Kane.

Sinfonia per voce sola è una messa in concerto dell’ultimo testo di Sarah Kane: la musica dei suoi versi in risonanza con musiche di Gustav Mahler e P.J. Harvey. In scena, protagonista è la poesia stessa, variegata nelle forme liriche, narrative, dialogiche, grafiche della sua scrittura, testualmente e scenicamente affidata alla voce sola di Mariateresa Pascale.

«Scriverlo mi ha uccisa» annota Sarah Kane sul biglietto allegato alla copia di 4.48 Psychosis lasciata a Mal Kenyon, la sua agente letteraria, il giorno del suo suicidio. Il suo ultimo dramma, perfezionato fino all’ultimo istante della sua vita, è anche il suo testamento poetico. Una scrittura che noi ereditiamo, un atto poetico assoluto di cui ci chiede di essere testimoni, spettatori, amanti:
Convalidatemi /Autenticatemi / Guardatemi / Amatemi.

«Addio! Addio!» scrive Mahler sui pentagrammi vuoti delle pagine manoscritte dell’Adagissimo. Ventisette misure i cui pianissimo conducono la Nona Sinfonia alle soglie del silenzio e che qui si intonano con le parti più liriche del poema, mentre Rid of me, To bring you my love, The slow drug, le composizioni di P.J. Harvey – coeve alla scrittura drammaturgica di Sarah Kane e dal sapore decisamente rock – ne sostengono le invettive più aspre e graffianti. Una distanza che non ha escluso simmetriche intersezioni, contaminazioni, convergenze.

Ho trattato l’Adagissimo come una matrice, un codice genetico, una “serie mahleriana” con cui comporre una partitura ulteriore, da essa intimamente generata. Prima innestando, in accollatura con gli archi, un pianoforte e una voce di soprano, poi virando il pianoforte in clavicembalo, i violoncelli in coro, i violini in chitarra elettrica, fino a marezzare il finale con striature atonali
di waterphone. I brani di P. J. Harvey incorrono talvolta soli, talvolta in sovrapposizione fra di loro quando non in contrappunto con lo stesso Mahler, puri o ibridati da pianoforte e soprano. Sia l’Adagissimo sia Rid of me, To bring you my love e The slow drug hanno offerto sintagmi melodici ai versi in inglese di Sarah Kane.

Le parti dialogiche del poema – le cui voci rinviano, implicitamente, alla stessa Kane e al suo psichiatra – hanno, paradossalmente, valore di tacet. Sono momenti in cui l’opera si sospende ed il regista si rivolge, letteralmente, all’attrice, che al regista risponde. Ed è proprio per il loro valore di pausa, di silenzio che sono parte dell’opera teatrale, del concerto, della poesia, come bianchi di scena.
Non la musica soltanto è chiamata a fare parte della concertazione. Un flusso di immagini tratte dalla disposizione grafica del testo, o ad essa ispirate, si attengono al poema seguendo le variazioni agogico-dinamiche dell’intera partitura verbale e musicale. Sono diagnosi, numeri, sigle, geometrie e combinazioni di parole, ma anche cancellature, pagine gualcite, pellicole graffiate, coniugate
di volta in volta con declinazioni postume, come in effigie, dello spazio scenico: sale da concerto devastate, pianoforti distrutti, stanze abbandonate, deserti di contenzione, fabbriche obsolete, teatri in rovina…
Un’archeologia di scena in cui, dopo l’ultima immagine, l’ultima parola, l’ultima nota, l’ultimo silenzio (citando Mallarmé): Nulla avrà avuto luogo / se non il luogo / eccetto / forse / una costellazione. Ovvero (per chiudere con i versi di Sarah Kane):

Guardare le stelle
predire il passato
e cambiare il mondo in un’eclissi d’argento

Enrico Frattaroli

4.48 PSYCHOSIS
di Sarah KANE
in forma di “SINFONIA PER VOCE SOLA”
di Enrico FRATTAROLI
con Mariateresa PASCALE
voce soprano (in audio) Patrizia POLIA
pianoforte (in audio) Diego PROCOLI
elaborazioni musicali / video / scena / regia Enrico FRATTAROLI

produzione FRATTAROLI–PASCALE
in collaborazione con FLORIAN METATEATRO
con il sostegno del FESTIVAL INTERNAZIONALE DI ANDRIA CASTEL DEI MONDI

* Ingresso del pubblico in platea dalle ore 20:30. Inizio effettivo e tassativo dello spettacolo ore 20:50.

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