César Brie incontra l’Assemblea del TRA

 Ore 21:00 – 120 CHILI DI JAZZ 
di e con César Brie 
“Ciccio Méndez vuole entrare ad una festa per vedere la sua innamorata (che non sa di esserlo). Decide così di fingersi contrabbassista del gruppo jazz che allieterà la serata. Méndez non sa suonare il contrabbasso, ma con la sua voce da uomo delle caverne imita alla perfezione il suono delle corde.
Dovrà  riuscire a sostituire il vero contrabbassista del gruppo e a nascondere a tutti la propria incapacità di suonare lo strumento.
Dietro questo racconto si celano tre amori.  L’amore non corrisposto per una donna per la quale si finirebbe all’inferno; l’amore per il jazz, che aiuta Ciccio Méndez a sopportare la sua immensa solitudine, e l’amore per il cibo, nel quale Ciccio trova brevi e appaganti rifugi e consolazioni.
Ciccio Méndez non è mai esistito.  Nasce dalla cattiva abitudine di due amici robusti che ho perso di vista; loro, seduti al mio fianco in una classe del Colegio Nacional Sarmiento a Buenos Aires, mi facevano fare la parte del prosciutto nel panino, schiacciandomi in mezzo a loro.” C.B.
A seguire César Brie incontra l’Assemblea del Teatro Rossi Aperto in una libera conversazione. 

Un pensiero su “César Brie incontra l’Assemblea del TRA

  1. Bravi bravi. Ieri ho seguito anche il dopo spettacolo e mi sono piaciute molte le vostre risposte alla domanda di Cesar Briè sui vostri sogni per il Teatro Rossi. Unire arte e saperi, rendere il teatro rossi “bene comune” della città, questi sono belli obiettivi, anche più dignitosi di quello che diceva Cesar Briè sulla necessità di farne un reddito…

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