Tu chiamale, se vuoi… elezioni


Pubblichiamo la riposta dell’assemblea del Teatro Rossi Aperto alla richiesta di uso dello spazio per un’iniziativa del Movimento5stelle.
La richiesta è pervenuta il 10 marzo, abbiamo fatto assemblea martedì 12 e composto collettivamente la risposta il 13.

Smentiamo categoricamente quanto pubblicato su la Repubbblica – Firenze il 13 marzo nell’articolo di Simona Poli, che afferma che il M5S aprirà la campagna elettorale per le amministrative di Pisa con un’iniziativa al Teatro Rossi Aperto il prossimo 26 marzo. Quel martedì sera terremo regolare assemblea pubblica, come tutti i martedì. Non sappiamo come né quando il M5S “romperà il silenzio”. Noi, intanto, rompiamo la piattezza di un dibattito cittadino che ad ogni tornata elettorale predica il mantra del fare, dell’agire e del cambiare ma fa, agisce e cambia assai poco.Voi ci avete provato, noi ci siamo riuscite.
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Gentili esponenti del MoVimento5stelle di Pisa,
Vi ringraziamo moltissimo per le mail di apprezzamento sul nostro lavoro.
Tuttavia riteniamo, come già espresso ad altre forze politiche che ci hanno fatto simili proposte, che il Teatro Rossi Aperto non sia un luogo, fisico, politico e simbolico attraverso cui fare la propria campagna elettorale in vista delle prossime elezioni amministrative.
Il Rossi, per noi che lo abitiamo da più di 5 mesi come cittadini, studenti, precari è al tempo stesso una ferita aperta della città di cui ci stiamo prendendo cura e, come la faccia di una medesima medaglia, lo spazio e l’esperienza vissuta della politica attiva dei beni comuni. Il Teatro Rossi Aperto non “ospita” la politica. Il Teatro Rossi Aperto fa politica attiva, condivisa e partecipata, termini e modalità delle scelte e delle decisioni con i quali voi stessi ogni giorno vi misurate, invocandoli come estrema esigenza delle nuove forme della politica. Questa pratica, al Teatro Rossi Aperto è pane quotidiano. Lo è dalle cose più piccole come gestirlo tutti i giorni aprendolo alla città, fino ad immaginare e praticare una programmazione culturale di alta qualità. È stato esempio di incuria e scempio di questa città; è invece oggi un luogo vissuto da persone che condividono un’idea diversa di cultura, di lavoro, di conoscenza e di sapere sfregiati da troppo tempo nel tessuto urbano, come in questa piccola Italia.
Il Teatro Rossi Aperto non è disponibile per le iniziative politiche di qualsivoglia partito o forza politica. Già è difficile – difficilissimo, controverso e a suo modo doloroso – vagliare e poi avallare o declinare le proposte culturali e artistiche quando non emergono dall’assemblea e dall’insieme di persone che gravitano attorno al progetto del TRA, quando insomma non siano espressione di bisogni estetici, etici e culturali diretti; figurarsi quanto può essere complicato per noi gestire le richieste esterne di iniziative politiche per di più marcate dal segno di un partito e fatte in chiave elettorale… Non si tratta, insomma, del cineforum sulla crisi o sulla marginalità sociale proposti da associazioni che condividono o hanno condiviso un pezzetto del percorso del TRA, si tratta dell’iniziativa di apertura della campagna elettorale di una parte politica.
Già durante le elezioni politiche abbiamo negato a voi l’ospitalità per Grillo, a Sel quella per Vendola e ai giovani del PD il passaggio con il camper.
Ebbene, il patrimonio simbolico accumulato in questi sei mesi dal TRA non è appannaggio di nessuno che non sia il TRA e/o che non sia disposto a diventarlo impegnandovisi. Questo capitale l’abbiamo costruito con il nostro tempo, il nostro impegno, la nostra passione, accollandoci il freddo e i rischi, le liti e le lacerazioni interne, la denuncia e le trattative. Alla costruzione di questo capitale hanno contribuito in tante e in tanti, individualmente o collettivamente, ed è a questa marea di individui molto diversi tra loro che siamo debitori della nostra esistenza e grate della loro generosità. È a loro che dobbiamo rispondere di quello che sceglieremo, come assemblea, di fare di questo patrimonio.
Dunque, proprio perché prendiamo assolutamente sul serio la vostra intenzione di governare a Pisa, non possiamo ammettere che il Rossi sia concepito e men che meno usato come location. Perché il Rossi non è più il Rossi. Il Rossi è il Teatro Rossi Aperto, che non è uno spazio, ma un progetto e un percorso.
Misurarsi oggi con il Teatro Rossi Aperto a Pisa non significa solo denunciarne l’incuria. Siamo ben oltre questa fase. Siamo nella possibilità concreta di rendere realizzabile quello che a molti, per troppi anni, per pigrizia e poca lungimiranza, per sprechi e per cattivi investimenti, è parso irrimediabile.
Oggi il Teatro è accessibile, attraversato, vissuto, pulito, curato, riempito da persone che non sono spettatori inconsapevoli e distratti. 
Sono tecnici, ingegneri, operatori culturali, precari della cultura che mettono a servizio del “bene comune Teatro Rossi” i loro saperi, il loro saper fare. Lo spazio e i tempi di una democrazia assembleare sono complessi e faticosi, specie quando una moltitudine di persone così diverse si mette in gioco per realizzare, concretizzare un progetto i cui termini sono continuamente rinegoziati. C’è apprezzamento e consenso della città tutta sulle nostre pratiche, sulle nostre modalità di gestione, aperte e trasparenti. È il senso del nostro motto: voi ci avete provato, noi ci siamo riusciti.
La politica tutta, in questa città, ha solo due possibilità di scelta: o arrovellarsi, farraginosamente, in futuribili, quanto impossibili, progetti avveniristici di restauro e funzionalizzazione, molto onerosi per la collettività, o scegliere di sostenere dal basso quanti già ne stanno facendo un fiore all’occhiello nel contesto culturale cittadino.
Immaginiamo che a questa seconda possibilità non vorrete e non potrete sottrarvi dall’esprimervi.
 
Cordialmente,
il Teatro Rossi Aperto
 
P. S.:
Apprendiamo con stupore e disappunto dal quotidiano la repubblica – Firenze che l’iniziativa con Giulietto Chiesa da voi organizzata il prossimo 26 marzo si terrebbe al TRA. Non abbiamo mai acconsentito, tutt’altro, com’è evidente in questa lettera. Vi chiediamo pertanto smentita a mezzo stampa in tempi rapidi.
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