La follia in teatro – Rassegna Sceneforum

Dalle 21:00 – Per la rassegna Sceneforum:
 
Studio di una follia: Enrico IV di Luigi Pirandello
regia: Lara Giovacchini
 
“Enrico IV” è considerato il capolavoro teatrale di Pirandello insieme a “Sei personaggi in cerca d’autore”. È un manuale della pazzia e del rapporto complesso, ed alla fine inestricabile, tra personaggio e uomo, finzione e verità.
La vicenda narrata nell’opera, infatti, trova il suo centro strutturale proprio in quella pazzia che tante volte è stata protagonista dei capolavori del genio teatrale di Pirandello.
Un uomo che per uno scherzo banale, durante una festa in maschera, si trova catapultato dalla finzione alla realtà, con degli invitati/spettatori che si trovano a dover reggere la parte, o meglio la Pazzia. È il personaggio più disperato e drammatico di Pirandello e racchiude i temi di una poetica e di una visione della vita che porta all’isolamento e alla disgregazione e non ultimo alla rottura drammatica e totale con la realtà che lo circonda. Ed ecco la Follia. Vista come l’unica fuga possibile dall’opprimente realtà e dal totale fallimento dell’uomo anti-eroe. La follia quindi non è vista tanto come elemento negativo, quanto come elemento fondamentale della condizione umana con la quale fuggire dalla propria angoscia e, come estremo rifugio, per potersi salvare dal dramma dell’esistenza.
La follia, per cortesia – Teatro di Bottega 
di Simone Di Gennaro
“Un frammento di follia fa bene di tanto in tanto…persino al pubblico”
 
Corto teatrale ispirato a versi liberi di V. Majakovskij e E. Dickinson, durata 15 minuti circa
Tre personaggi di un circo, la donna cannone, il clown e l’assistente del lanciatore di coltelli, raccontano la loro disperazione e il disadattamento dal mondo in un breve atto unico ricco di pathos e poesia.
Pur partendo da una situazione apparentemente molto distante, abitata da personaggi lontani dalla realtà del mondo, e affrontando il tema sociale con un linguaggio poetico e compulsivo, lo spettacolo intende denunciare il sentimento di precarietà che, nato dai problemi della società, si è diffuso nell’animo umano come un virus; esplicando, in una forma fortemente astratta, la delicata e fragile condizione di tutti coloro che devono convivere con sentimenti depressivi e un’angoscia profonda che si legano al venir meno di un progetto esistenziale gratificante.