Imprudenze 2013 e Non leggete i libri, fateveli raccontare

                              

                

#imprudenze 2013

Nel dicembre 2012 il blog de il lavoro culturale ha pubblicato Com’è bella l’imprudenza  un ebook, introdotto da un contributo del giurista Ugo Mattei, contenente le autobiografie brevi dei teatri e degli spazi della cultura occupati negli ultimi due anni in Italia. Oggi, dai semi dello stesso progetto, nasce un nuovo percorso: #imprudenze2013, un viaggio per l’Italia dei teatri occupati.
 


Da ormai due anni l’Italia assiste ad una vera e propria fioritura di esperienze nuove e creative che si realizzano in luoghi della cultura fino a quel momento abbandonati o maltrattati. Dalla riqualificazione di spazi architettonici che tornano ad essere riempiti della vita che gli spetta, alla pratica quotidiana di un “comune” che torna a definirsi, questi teatri restituiscono a una lettura dello stato di salute/malattia del nostro paese, alcuni spunti narrativi e d’analisi davvero interessanti che necessitano di essere raccolti, analizzati, discussi e rilanciati.
#imprudenze2013 è un viaggio mosso proprio da questo desiderio misto a necessità di esperienza e comprensione.
 
http://www.lavoroculturale.org/
h. 21:00 – Non leggete i libri, fateveli raccontare
 

di Luciano Bianciardi
con Angelo Romagnoli
regia Francesco Pennacchia

Un manuale per diventare intellettuali in cui Luciano Bianciardi, scrittore grossetano (1922-1971), redattore, giornalista, traduttore e sceneggiatore, con parole lucide e pungenti, racconta di un’Italia persistente: se durante la lettura affiorano accenni alla società di quegli anni, per il resto, il testo sembra scritto oggi. Concepito e pubblicato nel 1967 per il settimanale “ABC”, il manuale, scritto con criterio scientifico, è dedicato a quei giovani privi di talento o con ambizioni spropositate rispetto ai loro mezzi, ma anche ai “vecchi leoni” dell’impresa culturale, ai maturi operatori e agli intellettuali affermati che popolano la nostra Penisola, e ad uso degli sprovveduti “che nel mondo delle Muse non riescono a viverci, e non hanno ancora capito il motivo”.
Salvare i giovani mediocri da un’esistenza mediocre: questo lo scopo di Bianciardi nelle sue lezioni. Dispensare consigli a chi non è dotato di talenti particolari e che lasciato solo, o male consigliato, rischierebbe di diventare impiegato di banca, controllore delle ferrovie o geometra del catasto. E Bianciardi, che intellettuale di prim’ordine è stato, dispensa consigli con tono sarcastico, con una lingua letteraria così tagliente da ferire.

Far uscire la lingua teatrale dalla scrittura bianciardiana e riflettere sul lavoro culturale e sulla figura dell’intellettuale nell’epoca contemporanea: questo lo scopo del progetto teatrale dedicato a Bianciardi di cui “Non leggete i libri, fateveli raccontare” rappresenta la prima parte che porterà alla messinscena de “La Vita Agra”, testo di Angelo Romagnoli e Gianni Farina, con Consuelo Battiston e Angelo Romagnoli, regia Gianni Farina.

Luciano Bianciardi, illuminante nel raccontare il mondo della cultura italiana nelle sue cialtronerie, peraltro non esclusive dell’ambito culturale, aveva sollevato un problema serio: in una società che non riconosce un argomento come valido di per sé, ma buono soltanto a seconda dell’autorità che lo presenta, che cosa significa pensare per professione? Che posto c’è per tutti i neo-pensatori dai natali per niente illustri che da cinquant’anni affollano l’università di massa? Questa grande offerta di pensiero è in condizione di incidere sulla società?
Che senso ha pensare a valori, a ‘beni comuni’?
Il Merito è il pianto del fallito?
Che cos’è e a che serve oggi un intellettuale?

Il progetto Bianciardi è pensato nei suoi aspetti teorici con lavoroculturale.org – uno dei blog più attivi in Italia e collabora con #imprudenze2013, progetto ideato e curato da Silvia Jop, in collaborazione sempre con Il Lavoro Culturale.

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