Gli omini, L’asta del santo

 Il maggior nemico del riso è l’emozione. Il comico esige dunque, per produrre tutto il suo effetto, qualcosa che somigli a un’anestesia momentanea del cuore. Si rivolge alla pura intelligenza. (Henri Bergson)

Non avrò motivo di arrossire, se la critica sorgerà a rimproverarmi di aver dedicato lavoro a soggetto tanto umile. Le distrazioni, il divertimento, i giuochi costituiscono uno dei primi bisogni dell’uomo.(Il colonnello Jacopo Gelli)
È in gioco il futuro del mondo, aprite il cuore al Signore che viene. (Il Papa)
L’ASTA DEL SANTO
un mercante in fiera sulle strepitose vite dei santi
Sabato 22 giugno ore 21:30
Lo sapevate che Sant’Antonio da Padova era di Lisbona? E che Santa Barbara è il nomignolo degli esplosivi perché suo babbo morì fulminato subito dopo averla decapitata? Sapete a chi chiedere aiuto in caso di geloni? Chi è il patrono dei rosticcieri? E sapete il perché? E che spesso i perchè sono fuori dalla grazia di Dio?
L’Asta del Santo non è solo un gioco. Eppure non si può nemmeno dire sia uno spettacolo teatrale. Di certo c’è un mazzo di carte. E le vite dei santi. Un uomo solo di fronte alla folla. Una folla che può andare dalle sei alle centoventi persone, dai sei ai centovent’anni. Un uomo  dalle sante aspirazioni, miracoloso, ispirato dal divino. Un uomo che renderà Natale ogni giorno dell’anno. Che per la gente ha selezionato i 52 migliori santi tra i 4000 esistenti per narrarne vita, gesta, miracoli e poi farne un gioco da tavola, o da bettola, o da teatro. Ogni Santo ha una sua storia di straordinarie avventure, sovrannaturali peripezie, incallite sfortune, impensabili morti, superpoteri. Ogni storia, in un lavoro di mirabile sintesi, sta dipinta su una carta. Ogni storia verrà raccontata per vendere tale carta al miglior offerente. Quattro sono le categorie che fanno l’intero mazzo, come quattro sono i semi di qualsiasi mazzo di carte. Fuori i cuori, i picche, i denari e i bastoni. Dentro i Martiri, Rossi; le Sante Donne, Nere; i Santi di Strada, Grigi e i Santi d’Acqua, Bianchi. Il gioco sta nel credere forte in uno o più Santi, comprarli, puntare su quelli per arrivare in finale e vincere uno dei tre premi in palio. Dei soldi non ci sarà da preoccuparsi. I giocatori di turno avranno ogni volta la fortuna di assistere al duro percorso di santificazione dell’uomo solo dinnanzi a loro. Questo percorso prevede sempre la realizzazione live di alcuni miracoli e la distribuzione dei beni terreni. Una distribuzione iniqua, casuale, senza criterio, che porterà i giocatori ad avere forse centomila lire, forse mille, ed essere accanto a qualcuno che ne ha il doppio. Con quei soldi, quanti siano dipende dal santo culo, si potranno comprare i Santi. Le offerte potranno partire alla fine di ogni racconto di vita, ognuno sceglierà su chi puntare per le sue brave e sicuramente ponderate ragioni. Solo in tre vinceranno. Per gli altri sarà forse cocente la delusione, ma almeno sapranno a chi appellarsi in caso di cocenti delusioni.
«Per diventare santo occorre una grande determinazione.  Poi, si devono fare almeno due miracoli. Adesso procedo con il secondo, se avremo tempo, dopo, vi racconterò del primo» (Spavaldo Zacchini)
Carte: Spavaldo Zacchini
Scritture: Giulia Zacchini
Con: Luca Zacchini
e con: Francesco Rotelli o Francesca Sarteanesi
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