TraDire: Sandokan o la fine dell’avventura

28-9-2014 ore 21:30

Sandokan o la fine dell’avventura

SandokanLiberamente tratto da “Le tigri di Mompracem” di Emilio Salgari

scrittura scenica Giovanni Guerrieri
con la collaborazione di Giulia Gallo e Giulia Solano
con Gabriele Carli, Giulia Gallo, Giovanni Guerrieri, Enzo Illiano, Giulia Solano

I Sacchi di Sabbia incontrano il Teatro Rossi Aperto dopo due anni di apertura e festeggiano con noi proponendo il loro celebre e divertentissimo Sandokan o la fine dell’avventura. Per una sera l’antico teatro settecentesco diventa una cucina fantastica di ortaggi colorati, coltelli pentole, attraverso cui i Sacchi di Sabbia fanno rivivere l’eroe salgariano e le sue avventure.
Finale a sorpresa per il pubblico, non mancate!


Signore e Signori, buona sera!
Perdonate ai nostri rozzi e piatti ingegni l’ardire di esporre su questo indegno palchetto un così alto argomento, come quello che appunto ora vedrete. Può mai questa nostra pedana contenere i vasti mari della Malesia? Che potrebbe inzeppare in questa O di legno anche soltanto le scimitarre che sbigottirono e atterrirono gli inglesi di Labuan?
Oh, perdonateci!
Ma se può una semplice cifra su un foglio rappresentare un milione, concedete anche a noi, gli zeri di questa grossa somma, di muovere le forze della vostra fantasia: supponete racchiuse entro le cinta di questo tinello due terribili potenze, che dalle sponde opposte di un rischioso braccio di mare si minacciano! Gli invasori inglesi, coloni a Sarawak e i terribili pirati di Mompracem, giustizieri e paladini dei mari, guidati dall’invincibile Sandokan, la Tigri della Malesia!
Sopperite alla nostra insufficienza con la vostra immaginazione. Fate d’un uomo mille uomini; createvi di fantasia un poderoso esercito. Se noi diciamo navi figuratevi vere navi, e guardatele rincorrersi sfidando le furie dei venti.
Sarà il vostro pensiero qui a vestire d’armi i nostri guerrieri, e trasportarli d’un lampo da un luogo all’altro! Riducendo a un’ora di clessidra il passaggio dei giorni e dei mesi!”.

Shakespeare, Prologo dell’Enrico V, riadattato per l’occasione

Un po’ di rassegna stampa

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