Tripolis

sabato 25 maggio ore 21:30

Tripolis

di e con Dario Muratore

TRIPOLIS racconta i cocci di vita di una donna italiana dagli anni ’20 agli anni ’70 a Tripoli durante la colonizzazione italiana.
Il lavoro si concentra sulla convivenza tra gli italiani e gli arabi e il rapporto tra il colonizzatore e il colonizzato, cercando di mettere in luce il processo di inferiorità sviluppatosi nelle colonie, di cui parla il filosofo e sociologo Fanon.
Raccontare la storia, ripercorrere il passato ed evocare il presente per comprendere da un altro punto di vista i conflitti contemporanei tra l’Io e l’Altro. 
SINOSSI
Un giovane uomo chiede a una vecchia donna quali siano le tracce della propria origine. La Libia, Tripoli, la colonia italiana. Attraverso il topos Nonna/Nipote viene evocato un secolo di storia, di vita, di morte ma soprattutto d’incontro tra due identità: quella del colonizzatore e del  colonizzato, quella italiana e quella araba che si ritrovano a condividere una terra, una città, un deserto, un’anima.
Cocci di vita di una donna italiana, colonizzatrice, culturalmente fascista. La sua storia, la sua visione intima e la sua alterità nei confronti del dominato. Ma cosa succede quando l’Italia perde il dominio politico e la situazione improvvisamente si ribalta?
L’arabo ritorna a essere il padrone della propria terra e l’italiano diviene ajsnabi, straniero.
Tu lo sai come si fa il couscous?
Si pigliano tanti piccoli cocci di semi,
si mette un filo d’acqua e si fanno incocciare.
I chicchi Carmelo, te li devi immaginare come le persone.
Tutti nello stesso cato, tutti nella stessa terra, uno accanto all’altro.
Se ci runi l’acqua e i fa’ manciari loro crescono;
ma per crescere, Melù,
un coccio s’ava incucciare c’un avutru coccio.
con Dario Muratore
suono Giovanni Magaglio
luci Petra Trombini
scena Igor Scalisi Palminteri
costumi Francesco Paolo Catalano
aiuto regia Federico Cibìn e Simona Sciarabba
grafica Manuela Di Pisa
produzione Piccolo Teatro Patafisico
In collaborazione con Campo Teatrale Milano,  Dimora Teatrale Macciangrosso, Compagnia Nando&Maila – Dulcamara.
MENZIONE SPECIALE BANDO THEATRICALMASS
NOTE
TRIPOLIS è lo sviluppo di un’indagine che ha come punto di partenza le domande “Chi è l’altro? Chi è lo straniero?”. Quando ci poniamo tali domande ci stiamo in realtà chiedendo: “Chi sono io? Chi siamo noi?”
In quanto il discorso sull’altro è solamente un modo per parlare, definire e riconoscere se stessi sulla base delle differenze e dell’alterità.
Queste hanno un carattere esclusivamente relazionale, non possono esistere isolate, e quindi la differenza non possiede una propria essenza naturale. Il risultato è sempre un confronto, in cui almeno uno dei due soggetti considera l’altro diverso da se e quindi lo definisce straniero.
Tale definizione può svilupparsi nell’individuo in un processo intimo, riflessivo, alienante e spesso autodistruttivo. Forse solo tornando indietro, indagando le proprie origini in un processo di resilienza, coccio
dopo coccio è possibile ritrovare la propria essenza e posizione nel mondo.

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