XWA titolo di un progetto audio-visivo attivo

XWA

titolo di un progetto audio-visivo attivo.

xwa

20 Settembre 2014 alle 21.00

Concept performance sull’origine dell’universo, in particolar modo sul suono generato della formazione dei pianeti, sarà come partecipare all’inizio del tutto in 180 minuti di suggestione.

L’installazione si divide in tre apparati.

Il primo è quello visivo, in cui lo spazio viene trasformato in qualcosa di unico ed univoco. Il ritorno ad un passato primordiale, materiali grezzi plasmati dalla natura semplicemente esposti come opera d’arte della materia di cui noi stessi facciamo parte. La penombra darà la sensazione di un’ allucinazione visiva; ombre dietro teli bianchi, come da cornice a questo “nuovo mondo” in cui proiezioni vengono contrapposti a spazi asettici.

Il secondo è quello uditivo, il suono ha un importanza fondamentale in questa installazione è il mezzo che abbiamo per raggiungere il suono dell’universo, prima della creazione. Inizieranno come un percorso tematico frequenze sconfinando in un vero trattamento psicoacustico sperimentale.

Il seguito è la terza parte, quella performativa che si basa sulla creazione dell’universo la formazione della roccia, con dei nastri magnetici e microfoni a contatto cercherò di riprodurre lo scrostamento della pietra, concreto e quasi visibile agli occhi, tanto è efficace il risultato. Un movimento circolatorio infinito, come una concentrazione di forze che si perdono, vinte, nell’iperspazio.

installazioni a cura di InFlux , Jacopo Buono, Dived
video a cura di Nicola Quiriconi e Rinaldo Marti

Artisti (in ordine di apparizione)

Rinaldo Marti, genovese del ’59, è musicista diplomato in Contrabbasso e Musica Elettronica. Ama la musica come espressione sublime della natura umana e ricerca un linguaggio sempre mutevole che accolga fonti, stimoli e codici comunicativi anche svariati con l’intento di offrire i contenuti a più livelli di fruizione. E’ accanito field-recordist e video-artist. Ama l’ascolto immersivo come attività spirituale.

Stefano De Ponti (1980) è un musicsta e filmmaker dal 2000, ricerca e crea usando i microfoni come una cinepresa, gli strumenti musicali una tela e la fotografia parola, sfumando il confine che delimita gli universi del suono e dell’immagine. Nel 2006 scopre che il teatro, in tutte le sue declinazioni, è l’ambito più stimolante e idoneo dove sviluppare la sua ricerca artistica la quale, pur contaminata costantemente dalle arti figurative, si focalizza sullo studio e sullo sviluppo di composizioni originali, installazioni audio e live electronics. Da allora collabora con diverse realtà italiane tra cui: Compagnia NUT, Riserva Canini, Zoe Teatro, Eco di Fondo, Zaches Teatro, Compagnia Bandini/Ferri e Menoventi, realizzando drammaturgie e paesaggi sonori che cercano di comunicare e suggestionare anche al di fuori del contesto per il quale sono stati concepiti.

Giovanni Lami (1978) è un field recordist e musicista che lavora all’interno del soundscape, della ricerca elettroacustica e della sound-ecology.Laureato in Scienze e Tecnologie Alimentari all’Ateneo di Bologna ed in Fotografia allo IED, l’approccio verso la materia sonora è lo stesso messo in pratica nel passato in campo fotografico, utilizzando ora principalmente registrazioni ambientali e segnali processati in tempo reale; l’universo infinito di suoni che ogni giorno ci circonda e la loro manipolazione è la base del suo modus operandi, affiancato allo studio delle superfici risonanti sul campo e alla ricerca multispeaker.

Dived  è il progetto solista di Devid Ciampalini (1988). Ideatore di XWA e fondatore di Ambient-Noise Session, è un musicista/sperimentatore attivo nel circuito underground. Lavora con microfoni a contatto destrutturando le pulsazioni in rumori cinetici e interagendo con il proprio corpo. Il suo è un percorso fisico che scava nella trasformazione dell’ espressività, attraverso field recordings di voci e suoni gutturali modificati in real time. Il suo è un percorso ecclettico fatto di psichedelia e noise music. Milita anche nelle formazioni Metzengerstein, Holy Hole e SuperVixens.

Nicola Quiriconi  è un videoartista e musicista nel collettivo di musica sperimentale VipCancro e fondatore dell’etichetta discografica Lisca, dedita alla pubblicazione di materiale audio/video. Il suo approccio alla video-art parte dalla diffusione di frequenze basse attraverso un subwoofer; miscelando la manipolazione sonora delle frequenze riesce a creare una gamma di colori e movimenti schematici riprendendo il movimento delle varie polveri minerali smosse.

Edoardo Ricci è un sassofonista attivo dal 1973, ha preso parte a numerosi dischi con le più svariate formazioni nazionali ed internazionali. Suona in molti ensamble tra i quali Jealousy Party e Blutwurst, ed è consideranto uno dei più grandi innovatori del sax in Italia. Il suo repertorio di improvvisazione è vastissimo, suona : sax soprano, sax baritono, clarinetto, trombone, oggetti, ecc.

Blutwurst è un collettivo di musicisti a formazione variabile dedito all’improvvisazione radicale e all’esecuzione di partiture grafiche di autori contemporanei come Cage, Cardew, Brown e Wolff.Edoardo Ricci (sax e trombone), Michele Baldini (tromba), Cristina Abati (viola), Michele Lanzini (violoncello), Luca Giorgi (synth e elettronica) .

David Lucchesi (1983), è un chitarrista di stampo improvvisativo ed un manipolatore di synth analogici. Attualmente suona nelle formazioni di Metzengerstein e Holy Hole dove sta pubblicando album da esportazione.

Psalm’N’Locker nella sua musica non segue altra direzione che quella in cui si propagano le sue onde sonore, in altre parole, si muove nello spazio in cui quest’ultime si agitano. Questo progetto da un punto di vista sonoro si muove in perfetta sintonia col minimalismo, ma quello delle origini, ovvero quello dei suoi fondatori Dennis Johnson, Terry Jennings, più in particolare La Monte Young, prendendo invece le distanze dal secondo gruppodi cui fanno parte Steve Reich e Philip Glass. Ci terrei a precisare che l’aspetto sonoro non è l’unico, in quanto le composizioni, opere o installazioni (non saprei come definirle) di solito comprendono l’uso dell’immagine e soprattutto della luce. Il progetto prende origine infatti dalla dreamachine, più in generale dalla stroboscopia.

Insallazioni

Federico Fiori e Francesca Lenzi , vivono e lavorano a Pistoia. Dopo gli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze, nel 2005, iniziano la loro collaborazione artistica con lo pseudonimo di InFlux, sviluppando progetti che si muovono tra i più svariati linguaggi epressivi. La loro ricerca si espande nella produzione di video, nella progettazione di live-media performance, nella realizzazione di lavori fotografici e nella curatela di eventi e progetti speciali.

Jacopo Buono  (1988), vive e lavora a Prato. Da sempre appassionato al disegno e alla grafica, subito attratto dalla strada, inizia da subito a cimentarsi con murales e graffiti, spesso notturni e illegali come questo mondo impone. In seguito, inizia a disegnare in vari posti, cinema, discoteche, centri sociali. Nel 2012 entra a far parte del collettivo Kirillov, dove si occupa della parte musicale elettronica. Continua il suo percorso iscrivendosi all’accademia delle belle arti di Firenze, sotto grafica d’arte, dove tutt’ora studia.La sua evoluzione in strada, lo porta ad intervenire in molte fabbriche abbandonate della Toscana, dove si misura con grosse superfici, con l’intento di ridare vita ad un luogo ormai morto.

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